L’acido folico termine che deriva dal latino folium (figlia), dalle foglie dove venne isolato poco dopo la sua scoperta, conosciuto anche come acido pteroilglutammico, appartenente al gruppo delle vitamine di tipo B. Contiene in particolare la B9, che ha una certa importanza in molti dei processi che riguardano il nostro organismo. Una componente che non può mancare durante tutto l’arco della vita e ancor di più in gravidanza. Momento in cui l’apporto di questa vitamina è ancora più importante.

Essenziale per la crescita e rigenerazione delle cellule, facilita il corretto funzionamento di alcuni fondamentali processi biologici del corpo, persino per il nostro sistema nervoso e riproduttivo, per la proliferazione delle cellule del sangue e della pelle, ancora di più per lo sviluppo embrionale in gravidanza.

Un integratore che purtroppo il nostro corpo non produce ma assimila con l’alimentazione, in particolare mangiando frutta, verdura a foglia verde, come spinaci, lattuga, broccoli, asparagi. Frutta come gli agrumi, arance e limoni, fragole, kiwi, anche la frutta secca contiene acido folico. Ottimi i legumi, molti cereali, il latte e le frattaglie di animali, soprattutto il fegato. Attenzione alla conservazione, in quanto la luce e il calore della cottura, responsabili della perdita di una parte consistente di questi nutrienti.

L’acido folico è fondamentale per una vita sana ma ancor di più per la prevenzione di tantissime malattie come quelle cardiovascolari. Riduce persino il rischio di alcune tipologie di cancro. Infatti le cellule e il DNA, necessitano di questa sostanza per creare e mantenersi in condizioni ottimali. Da qui si capisce immediatamente che una presenza insufficiente del folato complica le capacità da parte dell’organismo nella riparazione delle cellule danneggiate. Quindi si creano le condizioni più che favorevoli per la produzione e lo sviluppo di cellule anomale, cancerose.

Diviene soprattutto un alleato essenziale per la crescita del feto, studiosi hanno dimostrato infatti l’importanza di questa componente per evitare malformazioni nel nascituro, come anomalie nel sistema nervoso centrale, in particolare cervello e il tubo neurale. Riducendo fortemente il rischio di patologie gravi, quali la spina bifida, causa di paralisi permanente nel bambino. Per questo è consigliata una quantità adeguata integrando acido folico aggiuntivo, in modo da assumerne giornalmente una dose sufficiente assimilabile per il benessere di mamma e bambino.

La dose consigliata di acido folico è generalmente di 0,2 milligrammi al giorno che raddoppiano in gravidanza. Attenzione però perché in alcuni casi l’assorbimento di tale sostanza è ostacolato da un’alimentazione errata, celiachia, o anche all’abuso di alcol e l’assunzione di particolari farmaci. Si possono manifestare delle carenze importanti anche per chi presenta diabete mellito insulino-dipendente, in questi casi è possibile che si verifichino delle forme gravi di anemia che devono essere necessariamente tenute sotto controllo.

Le dosi si possono anche quadruplicare se la donna incinta soffre di alcune patologie, oltre al diabete, epilessia o altre condizioni, allora è prevista l’assunzione di una quantità ben superiore a quella solitamente suggerita, 4 milligrammi anziché 0,4.

Alcuni credono che l’eccesso di acido folico possa causare disturbi, in realtà assumere dosi elevate non porta a conseguenze per il nostro organismo. Infatti, gli studiosi hanno evidenziato la capacità del corpo a eliminare la quantità in eccesso, senza riscontrare alcun fenomeno di accumulazione. Esistono alcuni sintomi legati a un eccesso di acido folico, che includono, nausea, gonfiore di stomaco, perdita di appetito, stati di depressione, irritabilità, disturbi del sonno, reazioni allergiche sgradevole gusto in bocca. In generale però si escludono danni da un eccesso di acido folico.

La cosa importante è consultare il medico in caso si soffra di particolari condizioni o si stanno assumendo farmaci, tra cui antibiotici, barbiturici, pirimetamina, metotrexato, fenitoina e nitrofurantoina o anticonvulsivanti.

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