Il melanoma è uno dei tumori maligni della pelle, può colpire qualsiasi parte del corpo, provocato della proliferazione incontrollata dei melanociti, nasce dunque dalla loro trasformazione. I melanociti sono cellule presenti nello strato più profondo dell’epidermide che producono e contengono la melanina, prodotto che nasce come difesa della pelle dai raggi UV. Il processo che ne consegue è proprio la melatonina eliminato attraverso le cellule più superficiali dell’epidermide, quella che noi comunemente vantiamo come abbronzatura, che in realtà è una vera e propria difesa dell’organismo contro il sole.

I melanociti sono generalmente cellule singole che spesso crescono unite e formano un insieme di cellule benigne comunemente conosciuti come nei. Il loro aspetto può variare soprattutto per il colore, dal marrone scuro al rossastro o nero. La forma regolare ovale e rotonda, piani o rilevati. Di solito compaiono entro i due anni di età o in alcuni casi possono essere presenti alla nascita, detti anche congeniti, un tempo considerati pericolosi oggi non più. I nei possono anche comparire durante lo sviluppo e nell’infanzia, quelli tardivi in età adulta, senza destare particolari preoccupazioni almeno fino a quando i nei sono di forma e colore simili a quelli già esistenti, regolari geometricamente e con un solo colore. I problemi insorgono nel momento in cui  sulla cute sana si rilevano delle macchie strane, che si discostano dalle altre e che tendono ad allargarsi.

Il melanoma viene valutato in base ad alcuni parametri standard detti ABCDE, cioè i punti di riferimento che vengono tenuti in considerazione per distinguere un semplice neo da un melanoma cutaneo. Per prima cosa l’asimmetria, che si riferisce alla forma irregolare; il bordo anch’esso irregolare; il colore con sfumature diverse all’interno dello stesso neo; il diametro, cioè le dimensioni, infatti un melanoma tende a ingrandirsi in larghezza oltre che spessore; infine, la sua evoluzione repentina nell’aspetto e nella forma.

I campanelli d’allarme che devono essere tenuti in considerazione e osservati sono quando il neo sanguina senza alcuna causa apparente, prude o circondato da un nodulo o da un’area arrossata.

Inizialmente la comparsa potrebbe anche passare inosservata, ma nel momento in cui la presenza del neo anomalo o la sua evoluzione insorgono in un breve lasso di tempo è bene non perdere tempo e chiedere una visita specialistica. Il medico effettuerà una diagnosi tempestiva sia osservando il neo e successivamente utilizzando uno strumento all’avanguardia. Epiluminescena o più semplicemente conosciuta come mappa dei nei,  che consente di visualizzare tutte le caratteristiche del neo che non sono visibili a occhio nudo, valutando dunque la sua dubbia natura e suggerendo eventualmente l’esportazione per poter effettuare un esame più accurato e accertarsi che non si tratti di un melanoma di origine maligna.

L’insorgenza del melanoma è dato da una serie concomitante di fattori sia genetici che ambientali. In particolare l’eccessiva esposizione al sole e ai raggi UV sono considerati la prima vera causa. I veri responsabili del danneggiamento del DNA cellulare, che porta alla trasformazione dei melanociti nella forma tumorale portando così lo sviluppo della malattia. I soggetti a rischio, più esposti a sviluppare melanoma sono coloro che hanno molti nei, parecchie lentiggini, pelle e capelli molto chiari.

Attenzione però perché anche le lampade artificiali e i lettini solari possono contribuire visto che sono a tutti gli effetti sorgenti di raggi ultravioletti.

I rischi d’insorgenza del melanoma può dipendere anche da altri fattori come per esempio per i soggetti immunodepressi; coloro che vengono sottoposti a chemio o radioterapia; persone con malattie ereditarie o che hanno un parente affetto dallo stesso tumore; infine chi ha già avuto un precedente melanoma cutaneo.

In realtà sono stati classificati 4 tipi di melanoma cutaneo;  melanoma a diffusione superficiale, identificato come quello più comune. Il lentigo maligna melanoma, melanoma lentigginoso acrale e melanoma nodulare. Quest’ultimo è in assoluto il più aggressivo anche se raro, ma molto temuto visto che a differenza degli altri, esso riesce in brevissimo tempo a raggiungere lo strato più profondo dell’epidermide intaccando anche altri organi e se non viene preso in tempo può diventare davvero pericoloso.

I melanoma cutaneo è molto più frequente negli adulti tra i 30 e i 40 anni, raro nei bambini anche se oggi l’età media è scesa moltissimo, oltre a raggiungere numeri esorbitanti. Una delle principali causa è l’eccessiva esposizione al sole sempre più forte, a causa dell’assottigliamento dello strato di ozono atmosferico che scherma i raggi ultravioletti. Molto più raramente può svilupparsi anche sulle mucose e sulla congiuntiva.

L’unico modo per prevenire il melanoma cutaneo è sicuramente limitare l’esposizione al sole soprattutto nelle ore di punta, evitando le scottature a maggior ragione per i soggetti con la pelle molto chiara e i bambini. Mettete sempre una crema protettiva, occhiali e cappello e soprattutto non esagerate con l’abbronzatura artificiale. Inoltre, fare una mappatura dei nei è importante a maggior ragione notate anomalie o siete soggetti a rischio.

Per info potete consultare radiosienatv.it

La cura di questo tumore è l’esportazione preferibilmente allo stadio iniziale,  verificando che i marginali siano effettivamente sane; in caso contrario si procede per l’asportazione di tessuto in modo da eliminare eventuali cellule tumorali presenti. L’utilizzo della chirurgia avviene anche nel caso in cui ci sia la presenza di metastasi che devono essere asportate.

La radioterapia viene eventualmente consigliata al fine di eliminare cellule tumorali residue; nelle fasi terminali la radioterapia può essere un sussidio per alleviare la sintomatologia.

La chemioterapia, è consigliata per il trattamento del melanoma, ma può essere di aiuto per trattare le fasi avanzate.

Infine, le terapie locoregionali consentono d’indirizzare il farmaco in dosi elevate direttamente nell’area interessata. Oggi esistono anche vaccini e terapie mirate contro il melanoma, farmaci ideati contro le mutazioni specifiche del DNA, purtroppo ancora in fase di sperimentazione.

 

 

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