Il tunnel carpale è uno stretto canale posto alla base della mano, che assume un ruolo fondamentale per il movimento dell’arto, in quanto consente il passaggio di tendini, vene, dei muscoli flessori delle dita e del nervo mediano. Quest’ultimo ha un’importantissima funzione non solo motoria, ma anche a livello sensitivo, in quanto contiene delle fibre nervose di diverse radici spinali. Da qui già intuiamo quanto sia necessario l’ottimale suo funzionamento al fine di garantire la massima funzionalità di mano e braccio.

Purtroppo protagonista spesso e volentieri di sindromi che colpiscono proprio l’arto superiore, in particolare la mano. Una patologia particolarmente diffusa che colpisce molte più persone di quanti si pensi, in particolare donne di età superiore ai 35.

Nello specifico la patologia più comune è la Sindrome del Tunnel Carpale (CTS) o STC, condizione legata proprio alla sofferenza di un nervo periferico lungo il suo passaggio attraverso questo stretto canale delimitato da pareti osteo-fibrose. Conosciuta anche come paralisi tardiva del nervo mediano o compressione del nervo mediano a livello del polso.

Il problema quindi emerge quando per cause varie si verifica l’ingrossamento dei tendini o altri gonfiori che portano all’inevitabile restringimento del tunnel carpale, la conseguenza è la compromissione del nervo mediano. Esso viene sottoposto a pressione o schiacciamento all’altezza del polso, con importante conseguenze sulla mobilità della mano, insensibilità, formicolio, bruciore, perdita di forza dell’arto e dolore intenso, soprattutto a dita e pollice.

Questo in quanto è il nervo mediano a essere responsabile delle sensazioni del lato palmare del pollice e delle dita, escluso il mignolo, allo stesso modo controlla gli impulsi diretti verso alcuni piccoli muscoli della mano, che permettono alle dita e al pollice di muoversi.

La sindrome del tunnel carpale è un disturbo molto spesso associato a diverse patologie, come per esempio: diabete, ipotiroidismo, amiloidosi, artrite reumatoide o persino gravidanza e menopausa, legata a fattori ormonali.

Una delle cause principali è correlata però a lavori manuali e occupazionali. Come l’utilizzo del mouse, che richiede un movimento di flesso-estensione ripetitiva del polso, tipico anche dei pianisti e operai. Azioni che a lungo andare provocano delle infiammazioni ai tendini che gonfiandosi comprimono il canale. Lo stesso vale in caso del legamento trasverso. Una componente che incide sulla comparsa del disturbo è l’ereditarietà che insieme a fattori ambientali aumentano le probabilità.

La diagnosi della STC avviane attraversi dei test di provocazione, manovre fisiche senza l’utilizzo di apparecchiature, al fine di aumentare la pressione del tunnel carpale, in modo da provocarne i sintomi e fare una corretta diagnosi, come il test di Tinel e di Phalen.

Per conferma vengono solitamente eseguiti degli esami specifici come ENG elettroneurografico e EMG. Il primo consiste nell’utilizzo di elettrodi di superficie, con piccole scosse elettriche, permettono di verificare la sensibilità, la velocità motoria, la latenza e l’ampiezza delle risposte sensitive e motorie del nervo, sollecitate proprio con la scossa. L’EMG viene effettuato invece, al fine di escludere compromissioni nervose in particolare a libello cervicale. Consiste nell’uso di piccoli aghi che registrano l’attività muscolare.

Il tunnel carpale e le sue patologie come la STC possono essere trattate in diversi modi, ovviamente tutto dipende dalla gravità del disturbo. E’ possibile intervenire con terapie farmacologiche, fino a un intervento chirurgico valutato solo nel caso in cui la funzionalità della mano sia davvero compromessa tanto da incidere sulla qualità di vita della persona, oppure se farmaci e infiltrazioni non sono in grado dare sollievo ai sintomi, che si protraggono per molto tempo.

L’operazione chirurgica consiste della decompressione del nervo, viene fatta in anestesia locale, intervenendo come un normale intervento con apposita incisione, oppure oggi anche in artroscopia. Successivamente è necessario un periodo di convalescenza durante il quale la persona dovrà seguire un’adeguata fisioterapia, con tempi di recupero che dipendono dal tipo d’intervento effettuato e dalle attività svolte dal paziente.

La diagnosi tardiva di questa sindrome del tunnel carpale è la morte del nervo mediano, per il quale neanche la chirurgia può porre rimedio. In questo caso il formicolio scompare, purtroppo permangono la mancanza di forza e sensibilità. Quindi è bene chiedere consiglio al vostro medico nel caso riscontriate la comparsa di alcuni dei sintomi riportati, soprattutto se questi si protraggono nel tempo.

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