Il virus zika è una malattia virale appartenente alla famiglia dei Flaviviridae. Il nome è quello del posto in cui viene scoperto nel 1947, nella fitta foresta di Zika in Uganda, da un gruppo di scienziati, da cui venne isolato su una femmina di macaca. Il primo caso umano però si registra solo nel 1968 in Nigeria.

Zika viene trasmessa prevalentemente tramite una puntura di zanzara infetta, per via sessuale e attraverso trasfusioni di sangue oltre che liquidi corporei. L’insetto è appartenente alla famiglia delle Aedes, ’Aedes aegypti, il vettore originario, la zanzara della febbre gialla e l’Aedes albopictus la già famosa e diffusissima zanzara tigre, considerata la principale causa di trasmissione anche di altre malattie endemiche molto più deabilitanti, come la febbre dengue, la chikungunya e febbre gialla.

Zika di per sé non è pericolosa per chi la contrae, nel senso che non provoca la morte e i sintomi potrebbero essere tranquillamente scambiati per una normale influenza. Potrebbe presentarsi febbre, qualche eruzione sulla pelle, dolori muscolari e alle articolari, in alcuni casi anche congiuntivite. Una condizione che poterebbe durare qualche giorno e i sintomi non destare particolari preoccupazioni, risolvendosi senza nessuna cura. Addirittura si stima che nell’80% dei casi l’infezione sia asintomatica.

La preoccupazione maggiore legata al virus zita risulta essere il legame che si è registrato sull’incremento dei bambini nati con microcefalia e l’aumento esponenziale di casi con sindrome di Guillain-Barré. Una malattia rara, conosciuta anche come poliradicolonevrite che provoca un’infiammazione di alcuni dei nervi del sistema nervoso periferico. In alcuni casi può portare alla paralisi di braccia e gambe fino a provocare una insufficienza delle funzioni di cuore e polmoni.

Da qui la deduzione che per una donna in gravidanza essere punti da una zanzara infetta dal virus zika, porti inevitabilmente danni irreparabili al feto. In particolare malformazioni e anomalie dello sviluppo celebrale.

Un altro grosso problema dunque è la facilità con cui questo virus si diffonde trasformandosi in epidemia, in quanto basta che una persona venga punta da una zanzara infetta e subito dopo da una sana perché zika si espanda. Considerando i tempi attuali con l’aumento della circolazione di merci e persone dal processo di globalizzazione, che diventa elemento centrale per la diffusione incontrollata della malattia. Proprio per questo le autorità compresa l’OMS si sono mosse per evitare la pericolosissima minaccia. Vale a dire prevenzione, l’unica arma che possediamo per affrontare la diffusione del virus, in quanto attualmente non esistono vaccini o cure contro questa pericolosa malattia. Con particolare riguardo alle donne in gravidanza o che vogliono avere un bambino.

Tra le principali raccomandazioni, evitare di viaggiare nei Paesi già colpiti o ritenuti a alto rischio. Non avere rapporti sessuali, anche se protetti con persone che vivano o che siano state nei Paesi maggiormente coinvolti come quelli latinoamericani. Coprirsi e utilizzare repellenti sulla pelle esposta o direttamente sui vestiti soprattutto sui bambini molto piccoli. Eliminare fonti d’acqua ristagnanti, luogo ideale per la proliferazione delle zanzare. Attenzione ai depositi d’immondizia e le acque reflue. Non esporsi nelle ore in cui le zanzare sono più attive come il tramonto, utilizzare zanzariere o tende su letti o finestre.

Il virus zika dalla prima comparsa nell’uomo comincia a diffondersi in moltissimi paesi, in particolare sud America, messico compresi gli USA. Il Brasile, il paese dove l’emergenza è alta e si registra il numero di casi più elevato rispetto agli altri paesi. Oltre 1500.000 denunciati nel Paese, 4180 neonati microcefali, tra cui 68 decessi.

Si sta indagando su 3935 casi, 508 sono già stati confermati, cioè asseriti al virus Zika, secondo quanto riportato su cesmet.com. Destando oggi una certa preoccupazione con stati di allerta anche in Italia.

 

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