Oggi più che mai sono tantissime le informazioni che possiamo avere grazie alle moderne tecnologie. Persino su malattie e disturbi di cui ignoravamo l’esistenza. Tra questi vi sono tante patologie che meritano un approfondimento, sia per la particolarità che per la diffusione, come per esempio la sindrome di asperger SA o AS. La maggior parte di noi non ha probabilmente idea di che cosa si tratti, nonostante sia una problematica reale, con cui molti genitori soprattutto devono fare i conti.

Una malattia questa che colpisce i bambini molto piccoli causando serie difficoltà nella sfera prettamente sociale del bambino. Le prime manifestazioni si registrano principalmente dopo il secondo anno di età per diventare sempre più evidenti e accentuate in età scolare, quando il piccolo comincia il suo cammino nella società, partendo dall’interazione con i propri coetanei. Una sindrome questa che ha moltissimi aspetti tipici dell’autismo, come comportamenti motori ripetitivi o i pochi interessi, oltre che la compromissione della sfera sociale. L’unica differenza che coloro che sono affetti dalla sindrome di asperger, non hanno deficit linguistici o cognitivi. Significa che parlano bene e comprendono tutto. La problematica principale riguarda la difficoltà di provare empatia per l’altra persona e soprattutto l’incomprensione di ciò che non gli è famigliare. Per approfondimenti potete consultare corrieredibologna.corriere.it

Solitamente sono bambini che all’apparenza sembrano goffi e in molti casi tendono a isolarsi, hanno difficoltà a interagire verbalmente e comprensione del linguaggio del corpo, bassa soglia di tolleranza verso le situazioni frustranti. Presentano spesso comportamenti ripetitivi e automatismi, con serie difficoltà di attenzione e concentrazione. Le aree colpite sono dunque principalmente quella affettiva e relazionale, oltre che motoria, cognitiva a cui spesso si associa una scarsa autonomia personale. Nonostante ciò sono bambini con un quoziente intellettivo normale, anzi spesso più alto della media.

Purtroppo esistono dei casi in cui la sindrome di asperger è associata ad altri disturbi, che tendenzialmente aggravano il quadro clinico del paziente. Come per esempio crisi epilettiche soprattutto nell’adolescenza, deficit intellettivi. Depressione che si verifica in particolare in soggetti in età adulta, come conseguenza dell’isolamento sociale. SI possono presentare anche disturbi del sonno e iperattività.

In tutti i casi non è molto semplice diagnosticare questo tipo di disturbo, se si hanno dei sospetti che ci sia qualcosa di strano, prima si interviene e meglio è per il bambino. Potrebbe essere di grande aiuto fare un colloquio con uno specialista in modo da capire come procedere. Di solito vengono fatti dei test in cui si analizzano i comportamenti assunti dal soggetto nella quotidianità, quindi in interazione con insegnanti, genitori e coetanei. Successivamente il bambino viene sottoposto a ulteriori test, fondamentali per avere maggiori informazioni, in particolare sugli stati d’animo, le capacità motorie, di linguaggio e comunicazione. Infine, fare una diagnosi.

Il trattamento della sindrome di asperger prevede interventi psicosociali, i quali mirano a migliorare sia le capacità d’interazione sociale che l’aspetto comunicativo. Questo gli consente d comprendere frasi e modi di dire, oppure apprendere il modo di utilizzare il tono della voce o le regole basi per stabilire un dialogo con l’altro. Nei casi con disturbi associati, soprattutto quando si presentano gravi forme di mania e abitudini ossessive, l’obbiettivo è quello d’insegnare al paziente a controllare gli eccessi. Infine nei casi più gravi vengono anche prescritti alcuni farmaci.

Questa non è comunque una soluzione a tutti i problemi in quanto sembra essere impossibile guarire da questo tipo di disturbo, ci sono comunque molte probabilità di attenuarne i sintomi e garantire alla persona di diventare autonoma, migliorando la sua capacità d’interazione.

Quando si raggiunge la consapevolezza del problema è bene che il genitore non tenda a nascondere la situazione. La cosa migliore da fare è mettere a conoscenza tutti coloro che hanno un certo ruolo nella vita del bambino, a partire dai famigliari e insegnanti. In modo da sapere come affrontare il problema e insieme aiutare il piccolo a gestire al meglio le difficoltà che questo disturbo presenta.

Una malattia questa di cui non si capisce ancora l’origine e la conoscenza della sindrome di Asperger rimane piuttosto limitata. Soprattutto in riferimento all’incidenza dei legami genetici sull’insorgenza della medesima malattia.

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