La scarlattina è considerata una delle tante malattie esantematiche che colpiscono principalmente i bambini in età scolare, dai tre anni a salire, ma tanti i casi anche sugli adulti. La sostanziale differenza che questa si caratterizza per essere una malattia di tipo infettiva batterica, causata dallo Streptococco beta emolitico di gruppo A. Causa anche di tonsilliti, faringiti e tantissime infiammazioni batteriche acute della pelle altrettanto contagiose. Solitamente viene prescritta una cura antibiotica per evitare eventuali complicazioni. La cosa importante da sapere che nonostante la piena o lieve manifestazione della scarlattina non è detto che non possa esservi un ulteriore contagio in un secondo momento. I casi che si sono verificato hanno presentato però solo mal di gola da streptococco. Perché vi sono diversi ceppi e dunque aver avuto questa malattia da piccoli è tutt’altro che una garanzia. Per chi non lo sapesse, ancora non esistono dei vaccini, quindi la cosa migliore per non contrarre la malattia è evitare il contagio.

I sintomi tipici sono febbre molto alta, mal di testa, dolori muscolari e anche nausea e vomito. La vera manifestazione, tipica per diagnosticare la scarlattina è però gola particolarmente rossa e infiammata, oltre al forte dolore durante la deglutizione. In molti casi la lingua assume un aspetto detto a fragola, in quanto oltre a essere molto rossa le papille sulla superficie si gonfiano, assomigliando al frutto. Successivamente vi è la comparsa dell’esantema sulla pelle, piccoli puntini rossi, che si espandono un po’ in tutto il corpo compreso il viso. Concentrandosi soprattutto sulle guance, lasciando fuori mento, naso e bocca. A differenza del morbillo, varicella e altre malattie esantematiche, la scarlattina non da la sensazione di prurito. Dopo all’incirca 3-4 giorni i puntini sul corpo svaniscono e vengono sostituiti da a una desquamazione della pelle che si presenta anche su mani e piedi a cominciare dal viso. A questo punto si capisce che il soggetto non è più contagioso. La trasmissione avviene per via aerea, attraverso le goccioline emesse con la tosse o anche semplicemente parlando, oppure attraverso il contatto diretto con il muco e la saliva della persona malata.

La cosa molto importante per chiunque contragga la malattia è quella di non trascurarsi mai, curarsi con i giusti antibiotici e tanto riposo. Questo in quanto contrarre la scarlattina può portare a conseguenze gravi, come febbre reumatica o reumatismo articolare acuto, una malattia che colpisce le articolazioni di mani e piedi, richiedendo il ricovero immediato in ospedale.

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Come già accennato, anche gli adulti se non immunizzati hanno moltissime probabilità di contrarre la scarlattina, se per loro si possono escludere complicanze particolari, altro discorso va fatto per le donne in gravidanza. Nonostante non vi sia certezza dei rischi sul feto, mancano sufficienti conoscenze per affermare o escludere la possibilità di eventuali malformazioni causate dal batterio Streptococco beta emolitico di gruppo A. In questo caso i medici hanno idee contrarie, alcuni dichiarano la possibilità che la scarlattina se contratta in gravidanza possa portare a un parto prematuro, in particolare se i batteri siano in vagina. Infine, coloro i quali credono che non vi siano rischi e che basta una terapia antibiotica. Il vero problema è per la madre, in quanto i sintomi sono sempre molto debilitanti. Il consiglio è quello di rivolgersi subito al proprio medico che può decidere di fare un tampone vaginale. Per approfondimenti potete consultare il sito iltrigno.net

Per i neonati invece è molto difficile contrarre la scarlattina a pochi mesi in quanto solitamente presentano gli anticorpi materni. Nell’eventualità che questo succeda il pediatra provvederà a effettuare tutti gli esami del caso e assegnare al piccolo una terapia specifica. In generale non vi sono conseguenze per l’infante, anche in questo caso la diagnosi deve essere tempestiva e la malattia curata adeguatamente.

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