La fibromialgia è una malattia invalidante, di cui non si sente molto parlare, spesso confusa con semplice affaticamento e dolore muscolare, associata al mal di schiena e artrite, quindi non sempre riconosciuta e altrettanto trascurata. In realtà si tratta a tutti gli effetti di una sindrome, per la quale sono stati riconosciuti diversi sintomi a cui essa viene associata. Un’infiammazione muscolo-scheletrica che può assomigliare a una patologia articolare, ma al contrario non è causa di deformità delle strutture. Classificata come una forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli. Infatti, provoca forti dolori a muscoli e articolazioni, riconosciuti come i sintomi principali del disturbo, ma non sono gli unici. Essi in genere sono accompagnati da insonnia, mal di testa, rigidità muscolare, soprattutto all’altezza di collo e spalle, gonfiore, fino a vere e proprio forme di ansia e depressione. Difficoltà a concentrarsi, perdita di memoria, dolore al torace, bruciore durante la minzione, diarrea. Sintomi che possono essere più intensi se accompagnati da una serie di condizioni anche climatiche come il freddo e l’umidità, oltre che lo stress. Persino affaticamento dovuto a eccessiva attività fisica o al contrario una vita troppo sedentaria possono essere i fattori di ulteriore aggravamento della situazione.

Quindi, da sintomi essi si trasformano in vere e proprie cause scatenanti, ad esempio la mancanza di sonno, l’affaticamento e lo stress possono far emergere il disturbo.

La sindrome fibromialgica è concretamente un disturbo a carico del sistema nervoso centrale, che si configura come una difficoltà di comunicazione tra le cellule. Alterando soprattutto la percezione del dolore che risulta essere più intenso rispetto allo stimolo. Addirittura il nostro corpo percepisce come fastidioso o più doloroso ciò che normalmente non lo è. Si parla dunque d’iperalgesia e allodinia. Si traduce in una ipersensibilità anche a fenomeni esterni apparentemente innoqui, come possono essere le variazioni climatiche, fattori ormonali o particolari stress.

L’origine della sindrome si pensa sia ereditari e possono presentarsi anche nei bambini, la prima comparsa avviene in età adolescenziale. Le più colpite sono le ragazze in età puberale. L’insorgenza comincia con i sintomi tipici di questa malattia, con particolare rilevanza per quanto riguarda i disturbi del sonno, oltre che dolore e fatica intensa, colpendo varie parti del corpo.

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Le conseguenze della fibromialgia però non si limitano solamente alla sfera fisica. Infatti, il bambino affetto da questa malattia rischia di avere delle ripercussioni sulla propria vita sociale e non solo. Risentendo della propria condizione e tendono a isolarsi, con la progressione di stati di depressione da non sottovalutare.

Non vi sono vere e proprie cure che possono fare scomparire il problema, però esistono dei farmaci utilizzati per alleviare il dolore. Inoltre l’esercizio fisico e il movimento sono le migliori soluzioni per ridurre la sensazione intensa di malessere. Per i bambini ad esempio attività aerobica potrebbe essere un’ottima alternativa. Passeggiate quotidiane, stretching, nuoto, yoga, tai chi, o pilates, programmi di esercizio a basso impatto ambientale che vi aiuterà a stare meglio sia fisicamente che mentalmente. La cosa importante è che l’attività fisica sia ben controllata, altrimenti il disturbo potrebbe addirittura aggravarsi.

L’alimentazione è un altro aspetto da non trascurare persino se si tratta di fibromialgia. In quanto scegliere i nutrimenti giusti può aumentare la capacità di affrontare tutte le attività fisiologiche e metaboliche. In questo caso è importante una dieta equilibrata con pochi zuccheri e cibi il più possibili naturali e freschi.

Poi vi sono coloro che nonostante la grande volontà mostrano una manifestazione acuta della malattia tanto che ogni movimento è come scalare l’Everest, i dolori percepiti completamente invalidanti. Purtroppo la situazione è in questo caso irreversibile e i farmaci l’unica cosa che può dare sollievo. In tutti i casi se avete storie pregresse in famiglia o dei dubbi sull’insorgenza della malattia, la cosa migliore è quella di consultare uno specialista il prima possibile.

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