L’apparato riproduttore di una donna è una macchina complessa che per dare origine alla vita ha bisogno che ogni elemento sia perfettamente funzionante e svolga il proprio dovere. Nonostante la natura sembra essere così perfetta esistono purtroppo delle problematiche spesso indipendenti da noi che generano complicazioni anche importanti persino in questo caso, ostacolando il naturale corso della vita. Vi sono infatti diverse patologie che possono colpire una donna, soprattutto durante il periodo riproduttivo. Come ad esempio cisti, fibromi, polipi, malformazioni, malattie genetiche, danni da farmaci, infiammazioni, infine l’endometriosi. Alcune diagnosticabili precocemente altre no. Questa ultima patologia è quella che tratteremo, una problematica che interessa l’endometrio, il tessuto di rivestimento dell’utero. La cui funzione è fondamentale, in quanto durante ogni ciclo mestruale esso si modifica, per creare le condizioni adatte a ricevere e ospitare l’embrione, per formare poi la placenta. Nel caso in cui l’ovulo non viene fecondato, terminato il ciclo mestruale la parete endometriale si necrotizza e squama, producendo così il sanguinamento tipico della mestruazione. Da qui si intende chiaramente che l’endometrio deve essere intatto e delle giuste proporzioni per evolvere e modificarsi in maniera adeguata.

Si parla di endometriosi, quando il tessuto che normalmente è collocato all’interno della cavità uterina, invade altre parti della zona pelvica, come tube, ovaie o vagina. Il sintomo tipico di questa malattia è il dolore provocato dall’infiammazione dei tessuti intorno alla membrana in particolare quando essa si modifica e aumenta di dimensione. Da qui emergono gravi conseguenze sulla capacità di concepimento, soprattutto quando l’endometrio si trova nell’ovaio, in quanto danneggia il follicolo che non può essere fecondato, o anche lo spermatozoo. Secondariamente esiste anche la possibilità che l’endometrio causi delle vere e proprie alterazioni anatomiche tra tube e ovaio, compresa l’ostruzione della tuba, con conseguenti problemi di fertilità. In quanto non permette l’incontro tra l’uovo e spermatozoo. Infine assenza di aderenze e lesioni endometriosiche anche gravi. Però non bisogna allarmarsi perché esistono molti casi di donna con endometriosi che sono comunque riuscite ad avere un bambino. Anzi, la gravidanza è una delle soluzioni considerate tra le migliori per tenere sotto controllo l’endometriosi, poi molto dipende dalla gravità del problema.

Allo stesso tempo non sempre la gravidanza è liscia come l’olio, al contrario per una donna che rimane incinta con una endometriosi i rischi sono diversi. Ad esempio emorragie, gestosi, parto prematuro e placenta previa. Cioè posizionata in un punto molto basso dell’utero.

Sulle cause di questa malattia esistono diverse teorie non solo quella genetica. Infatti, alcuni ricercatori hanno evidenziato la possibilità che sia implicato la produzione eccessiva di un ormone, l’estrogeno, colpevole della crescita dell’endometriosi. Imputando così la malattia a un vero e proprio disturbo del sistema endocrino, o anche del sistema immunitario che non rimuove il fluido mestruale nella cavità pelvica provocando la crescita di più aree. A queste vanno anche affiancate le cause ambientali, come l’esposizione prolungata alla diossina.

Come sopra accennato, i sintomi principali sono dolore molto forte nella zona pelvica associati al ciclo mestruale. In realtà non tutte le donne lo avvertono anche se affette da endometriosi. Altri segni che possono essere associati a tale disturbo sono sanguinamento eccessivo, dolore durante i rapporti sessuali, inclusi, diarrea, stipsi, senso di gonfiore, stanchezza e nausea. Spesso avvertiti in concomitanza con il ciclo. Comprese l’insorgenza di piccole escrescenze cutanee o bollicine fastidiose, che provocano bruciore, prurito o anche dolore a livello genitale, anale e nella zona circostante. In alcuni casi perdite di sangue anche tra un ciclo e l’altro. L’infertilità, è ricompresa tra i sintomi, in quanto oltre a essere la principale conseguenza, indica il problema da cui poi si scopre la presenza di un endometriosi. Il problema di questa malattia è che spesso non viene diagnosticata tempestivamente, la laparoscopica, attualmente l’unico modo per la formulazione di una diagnosi certa. Per approfondimenti potete consultare rovigoindiretta.it

Non c’è comunque una cura che sia definitiva, ma solo trattamenti che aiutano ad attenuare il dolore e aumentare le possibilità di fecondazione, tra cui interventi chirurgici, farmaci e trattamenti ormonali. Inoltre si stima che per ridurre il rischio di sviluppare l’endometriosi, la gravidanza sia una delle soluzioni principali. Oltre a mestruazioni tardive, attività fisica regolare e fisico longilineo con bassa percentuale di grasso. Un’alimentazione sana è un altro aspetto da non sottovalutare, si pensa che possa ridurre il rischio di sviluppo della malattia e l’entità dei sintomi.

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