Oggi giorno la tecnologia ha permesso di fare davvero importanti passi avanti in tantissimi settori, inclusa la scienza e ancor di più la medicina. Facilitando lo studio e la diagnosi di diversi tipi di malattie consentendo così d’intervenire e prevenirne gli effetti spesso devastanti. La PET o Positron Emission Tomography, un esempio chiaro di quello che adesso è possibile effettuare. Si tratta di una tecnica di diagnosi il cui scopo è quello d’individuare la presenza o meno di tumori a vari organi, tra cui: testa, collo, polmoni, colon, e non solo. Utile anche per rilevare eventuali problemi a carico del sistema nervoso causa di malattie come il Parkinson. La sclerosi multipla, ischemia, SLA, malattia di Huntington, ICTUS, Alzheimer e schizofrenia, con un metodo semplice e indolore.

Per info potete consultare paginemediche.it

Al paziente viene iniettato un siero contenente una quantità controllata di sostanze radioattive o anche indicati come radiofarmaci. Successivamente con delle telecamere speciali viene seguito il percorso tracciato dai farmaci radioattivi, in tempo reale, per poi studiarne le immagini. Il liquido quindi si muove nel corpo, fino ad arrivare all’organo o nel tessuto di specifico interesse.

La PET, è dunque un esame in alcuni casi preferibile alla TAC o alla risonanza magnetica, in quanto in grado di offrire immagini migliori e più funzionali, rispetto agli altri due tipi di test, soprattutto se si tratta di tumori e metastasi.
Questo esame viene effettuato generalmente in un apposito reparto di medicina nucleare, dove si trova una speciale macchina indicata come topografo, che consente di eseguire il test rapidamente. Una postazione dove vengono visualizzate tutte le immagini e un lettino, in cui il paziente è fatto sdraiare dopo la somministrazione del farmaco. A questo punto, passata circa una mezz’ora dall’iniezione, il macchinario nonché uno scanner si muove sul paziente, intanto le immagini acquisite vengono inviate e visualizzate direttamente sul computer collegato alla macchina.

Tutti possono sottoporsi a questo esame persino i bambini, sempre dietro prescrizione dello specialista, nonostante di tratti di radiofarmaci, in quanto la quantità di radiazioni è talmente bassa che dopo l’esame vengono facilmente espulse dall’organismo. Infatti, solitamente non si registrano particolari sintomi dopo il test e reazioni allergiche sono davvero difficili. Si possono però verificare dolori e gonfiore nel punto in cui è stato iniettato il farmaco.

Per precauzione in caso di gravidanza, ritardo del ciclo mestruale e allattamento è sempre bene mettere a conoscenza il medico prima di sottoporsi all’esame, il quale sarà obbligato a dare indicazioni utili a riguardo. Nel caso la gravidanza sovra giunga successivamente dopo il test, il feto non corre alcun rischio, proprio per la facilità con cui le radiazioni vengono espulse dall’organismo massino 24 ore successive all’esame. Il consiglio se si vuole accelerare il processo, è bere molta acqua.

La PET può anche essere effettuato subito dopo altri esami come TAC o altro senza alcuna controindicazione.

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