La meningite è una gravissima malattia di cui si sente molto spesso parlare, soprattutto in seguito al dibattito sulle vaccinazioni obbligatorie, rese tali con l’approvazione della “Legge 31 luglio 2017, n. 119” “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

In merito alla meningite è necessario fare un’importantissima distinzione, infatti esistono diversi ceppi di questa infezione. Quello che la malattia provoca è l’infiammazione delle 3 membrane o meningi che avvolgono il cervello e il midollo spinale al fine di proteggerlo. Concretamente esse si assottigliano per permettere ai globuli bianchi di contrastare il problema, facendo ciò si infiammano, provocando un edema, cioè l’accumulo di liquidi all’interno della scatola cranica. La conseguenza è l’inevitabile aumento della pressione intracranica e una cattiva ossigenazione dei tessuti. Il rischio sono danni cerebrali, in particolare al sistema nervoso, con paralisi del torso e dei quattro arti. Persino problemi di deglutizione, masticazione o anche nella scrittura, nell’espressività facciale e difficoltà a mantenere la posizione eretta. Un’altra possibile conseguenza della meningite è la perdita dell’udito, della vista e la riduzione delle capacità di comunicazione e apprendimento. Infine, può anche colpire altri organi, come reni e le ghiandole surrenali.

L’origine può essere però diversa, ad esempio infettiva, virale, batterica o addirittura causata da funghi o particolari malattie, di entità differenti, con conseguenze anche parecchio gravose e irreversibili.

I batteri patogeni responsabili della malattia possono portare allo sviluppo del meningococco, Neisseria meningitidis, responsabile della meningite e sepsi, infezioni tra le più pericolose e addirittura mortali. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo sei causano meningite e altre malattie gravi, A, B, C, Y e W135.

In Italia e in Europa quelli frequenti sono i sierogruppi B e C, la sintomatologia è praticamente la medesima delle altre meningiti batteriche. Purtroppo però nella maggior parte dei casi il decorso dell’infezione è rapidissimo con un’elevata probabilità di morte in breve tempo, persino anche nel caso in cui il paziente sia già sottoposto ad una terapia adeguata. L’infezione è molto contagiosa e si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie, per questo diventa fondamentale effettuare la giusta profilassi, a tutti coloro che sono stati a contatto con il soggetto, al fine di scongiurare epidemie.

Per quanto riguarda lo pneumococco o Streptococcus pneumoniae, è sempre un agente patogeno ma meno aggressivo. Classificato come causa di malattia batterica invasiva ma non grave da provocare epidemie o morte. Può causare meningite o sepsi, polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Persino in questo caso esistono diversi tipi di pneumococco, comunque non è prevista alcuna profilassi in quanto risulta impossibile il verificarsi di eventuali epidemie.

Infine l’Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) è un batterio che colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni, causando da semplice influenza fino a infezioni gravi di forme invasive. Infatti, si distinguono 6 diversi tipi di haemophilus causa importante d’infezioni che risultano fatali in particolare nella popolazione infantile.

Quindi quelle di origine batterica sono considerate le più pericolose ma altrettanto rare, mentre quella virale è molto meno grave, anzi spesso per sintomatologia confusa con una semplice influenza.

I sintomi tipici che accomunano tutte le varie forme di meningite, sono febbre molto alta, rigidità muscolare che colpisce soprattutto la parte del collo. Forte mal di testa, sensibilità alla luce, vomito, nausea, malessere generale, confusione mentale, sonnolenza fino a vere e proprie convulsioni. Non è detto che si possano presentare tutti e nello stesso ordine.

I soggetti più a rischio, principalmente coloro i quali frequentare assiduamente posti molto popolati, in cui le probabilità di contagio sono maggiori, come gli studenti e universitari. Per il resto, tutti hanno le stesse possibilità di contrarre l’infezione senza aver particolari predisposizioni, a prescindere dall’età.

Esistono dunque diverse cause che possono portare all’infiammazione delle meningi per questo non è possibile parlare in maniera generale di questa malattia. Infatti, vi sono forme dette non infettive, provocate da effetti collaterali di alcuni farmaci o da tumore, oltre che forme infettive dovute a virus, batteri, infine miceti e funghi. In questo ultimo caso l’insorgenza dell’infezione è determinata dalla proliferazione dei batteri in soggetti che presentano problematiche gravi al sistema immunitario e per questo non hanno modo di contrastare il virus, fino a causare in alcuni casi la morte.

L’unico strumento di prevenzione attualmente utilizzato è la vaccinazione, soprattutto tra i più piccoli e adolescenti, in quanto considerati i soggetti più esposti e colpiti con maggiore aggressività. In particolare per le maggiori probabilità di esposizione. Il rischio diminuisce con l’avanzare dell’età, ma bisogna tenere comunque in considerazione i fattori sociali e ambientali, rilevanti per la minor o maggiore probabilità di contrarre la meningite. Ad esempio è sicuramente più esposto chi lavora a contatto con molte persone, come negli ospedali, o anche sui treni e così via. La vaccinazione è anche consigliata a chi per lavoro viaggia spesso o si reca in zone in cui la meningite continua a essere un problema.

I vaccini sono in tutto 3, essi proteggono contro la grande maggioranza dei ceppi di meningococco, anche se non da tutti i ceppi di batteri. Ha una durata prolungata negli anni e possono essere ripetuti nel periodo dell’adolescenza. Attualmente in Italia non esistono basi fondate per parlare di una qualche epidemia. Nonostante ciò gli esperti credono che la cosa fondamentale sia la prevenzione, per il bene di grandi e piccini, nonostante la polemica è ancora aperta sull’argomento vaccini.

Per approfondimenti potete consultare sienanews.it

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