L’hiv è un virus che colpisce e indebolisce il sistema immunitario umano, conosciuto come, Human Immunodeficiency Virus: virus dell’immunodeficienza umana, responsabile dell’AIDS, Acquired Immune Deficiency Syndrome, sindrome da immunodeficienza acquisita. Una malattia che impedisce all’organismo di potersi difendere adeguatamente da agenti patogeni esterni, rendendo la persona impotente contro malattie apparentemente innocue fino alla morte. L’elemento che lo distingue è l’impossibilità di essere eliminato dall’organismo, significa che una volta penetrato nel corpo viene esclusa qualsiasi possibilità di guarigione.

Dalle ricerche emerge che questo virus abbia origini lontane risalenti addirittura al 1920, con il primo caso d’infezione umana trasmessa da una scimmia. Una malattia che nonostante il suo iniziale e lento progredire ha raggiunto sempre più velocemente numeri impressionanti con un picco di diffusione che si registra soprattutto negli anni 80’. Diffondendosi praticamente in tutto il mondo, con particolare riguardo ai paesi in via di sviluppo, Europa, Africa e America centrale, oggi invece i dati allarmanti arrivano da India e Cina che presentano le condizioni ottimali per l’aumento esponenziale del virus, come quelle igienico-sanitarie precarie.

La principale via di trasmissione dell’HIV non è l’aria, bensì il contatto con fluidi corporei infetti, sangue, sperma, liquido seminale, liquido pre-eiaculatorio, secrezioni vaginali e latte materno, veicoli perfetti perché il virus si diffonda. Affinchè vi sia il contagio è però necessario che si entri in contatto con il sangue della persona infetta. Quindi l’hiv non si trasmette con saliva, starnuti, tosse, baci, abbracci, carezze, lacrime, sudore, urina, feci, vomito o muco nasale.

Il contagio può avvenire in tre modi, quello sessuale rappresenta una delle modalità assolutamente più frequenti, inclusi il sesso orale e i rapporti anali, i più a rischio considerando la fragilità delle mucose. L’eccezione la fanno invece i luoghi del mondo più poveri quali l’Africa, in cui si registra una trasmissione da madre a figlio, di tipo verticale, con il parto o attraverso l’allattamento. Infine il contagio per via ematica, frequente tra i tossicodipendenti a seguito dell’utilizzo di siringhe infette.

La particolarità del virus dell’hiv è la sua capacità di entrare indisturbato nell’organismo senza che la persona avverta alcun sintomo per lungo tempo. Periodo durante il quale si moltiplica in maniera incontrollata fino a quando il sistema immunitario comincia ad avere serie difficoltà a tenere a bada il progredire dell’agente patogeno. E’ allora che cominciano a manifestarsi i primi sintomi, apparentemente associabili a normali influenze o altre patologie. Febbre ricorrente; ingrossamento dei linfonodi; rapida perdita di peso; stanchezza estrema e inspiegabile; abbondante sudorazione notturna; diarrea prolungata; macchie marroni o rossastre sulla pelle e sulle mucose; disturbi neurologici, come perdita di memoria e depressione; ulcerazione delle mucose (bocca, ano o genitali); fino a vere e proprie polmonite. Questa situazione esclude la possibilità di poter fare una diagnosi solo sulla base dei sintomi la presenza del virus, infatti per accertare la presenza del virus è necessario sottoporti a un esame del sangue che rileva specifici anticorpi.

La tempestività di diagnosi rappresenta la carta vincente, in quanto il virus a lungo andare se non trattato adeguatamente, si riproduce in maniera incontrollata, eliminando tutti gli anticorpi che lo ostacolano. Consentendo così alle infezioni di progredire colpendo il corpo senza controllo. Proprio in questo caso si parla di AIDS, che può essere fatale per il paziente.

Le malattie che possono insorgere sono patologie polmonari quali polmonite e tubercolosi, le patologie del tratto gastro-intestinale e quelle neurologiche. Oltre a malattie neoplastiche come il sarcoma di Kaposi, i linfomi e il carcinoma invasivo della cervice uterina, che sono più ricorrenti nelle perone sieropositive, in quanto l’HIV ne costituisce l’elemento patogenetico iniziale. In assenza di trattamento, la sopravvivenza media dopo avere contratto l’HIV varia dai 9 a 11 anni, in base al sottotipo HIV. A seguito della diagnosi di AIDS, se il trattamento non è disponibile, la sopravvivenza va da 6 a 19 mesi.

L’unico modo per evitare che l’hiv progredisca risulta essere quello di sottoporsi il prima possibile alle terapie previste con antiretrovirale, il cui compito è quello di aiutare le difese immunitarie a tenere a bada il virus impedendogli di riprodursi. Questo è diventata una soluzione ottimale per garantire un’aspettativa di vita maggiore, infatti oggi la morte per AIDS risulta essere bassissima e avviene solo in casi estremi. L’aspetto negativo rimane comunque la diffusione della malattia e la minaccia continua per la nostra salute, oltre all’aspetto sociale per chi è sieropositivo.

Per poter diagnosticare l’hiv è necessario sottoporti a un prelievo del sangue, anche se oggi si può effettuare un test direttamente a casa, disponibile in qualsiasi farmacia senza ricetta medica. Basta una goccia di sangue dal polpastrello, con un apposito strumento monouso presente all’interno del campione e in 15 minuti è possibile avere il risultato con un’attendibilità del 100%.

In caso di positività è bene rivolgersi al medico che per sicurezza effettuerà un nuovo esame in modo da verificare la presenza di falsi positivi. E’ importante ricordare comunque che la profilassi andrebbe fatta subito dopo il comportamento, riducendo così in maniera drastica la possibilità di contagio, o effettuare gli esami di laboratorio che garantiranno dei tempi di diagnosi inferiori rispetto al test della farmacia che necessita di almeno tre mesi per poter rilevare nel sangue il virus.

Essere siero positivi non esclude la possibilità di avere una vita di coppia normale. L’unico modo per evitare di mettere a rischio il partner è quello di usare protezioni adeguate durante i rapporti sessuali, quali preservativo e il dental dam (diga dentale o fazzoletto di lattice) in maniera corretta in tutti i rapporti. Inoltre, prendere i farmaci in maniera regolare così da ridurre la carica virale e quindi il rischio di trasmissione dell’infezione.

La stessa cosa vale per la prevenzione dell’hiv, soprattutto per chi ha spesso rapporti occasionali, è fondamentale utilizzare correttamente contraccettivi come il profilattico, tra questi si escludono diaframma, cerotto, pillola, spirale, coito interrotto, anello vaginale e pillola del giorno dopo.

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