La varicella è la tipica malattia esantematica propria dell’infanzia, insieme al morbillo, la rosolia, pertosse e parotite. Appartenente alla famiglia degli Herpes virus, provocata dal virus Varicella zoster (Vzv), si caratterizza per essere particolarmente contagiosa. I più colpiti sono i bambini tra i 5 e i 10 anni, anche se persino gli adulti che non hanno mai avuto il virus possono essere a rischio. Questo significa che una volta contratta la varicella la persona si può considerare immune a un eventuale nuovo contagio. Solo in alcuni casi la malattia si può ripresentare in età adulta manifestandosi come il noto fuoco di sant’Antonio. In quanto il virus rimane per molto tempo latente nel corpo della persona per poi ripresentarsi in un secondo momento, solo in presenza di alcuni fattori scatenanti. Come per esempio la presenza di tumori, oppure l’uso o l’abuso di particolari farmaci. In conclusione le persone con problemi a carico del sistema immunitario.

La trasmissione di questa malattia avviene principalmente a contatto diretto con la saliva della persona infetta, tramite goccioline emesse parlando o starnutendo, in ultimo tramite il contatto con il liquido contenuto nelle vescicole presenti sul corpo. La varicella si manifesta attraverso pustole pruriginose, che si estendono su tutto il corpo, testa, tronco, viso e arti. Le papule evolvono fino a diventare croste granulari che infine cadono. Solitamente accompagnate da febbre non necessariamente alta, almeno all’inizio. Infatti, non vi sono sintomi particolari che precedono la malattia. L’incubazione dura dai 7 ai 21 giorni dal contatto. La trasmissione ad altri è possibile da 2 giorni prima a 6 giorni dopo la sua comparsa.

Si tratta di un virus che di per se non è pericoloso per i bambini a meno che vi sia un quadro clinico già compromesso. Si risolve dunque in qualche giorno e solitamente vengono utilizzati dei rimedi per alleviare il prurito spesso anche con antistaminici. Per la febbre se raggiunge picchi elevati invece, basta un antipiretico.

La varicella da adulti non necessariamente significa andare incontro a grosse complicazioni, anche in questo caso, sempre se le condizioni di salute siano ottimali, in assenza di patologie gravi. Può risultare pericolosa per persone con infezione da Hiv, sottoposte a chemioterapia o in cura con steroidi per asma o altre malattie, portando a complicazioni. Come infezione batterica delle lesioni cutanee, trombocitopenia, artrite, epatite, atassia cerebellare, encefalite, polmonite e glomerulonefrite.

Un pericolo serio potrebbe essere invece contrarre la varicella in gravidanza. Ad esempio se la madre prende la malattia entro il primo trimestre, anche se le probabilità sono davvero poche è possibile che si verifichi la sindrome da varicella congenita. Significa che il piccolo può nascere con lesioni cutanee o atrofia muscolare, ipoplasia delle dita, il pericolo più grave sono le lesioni cerebrali come encefaliti, che possono provocare un vero e proprio ritardo mentale. Nel caso in cui la mamma contrae il virus nei mesi successivi i rischi si riducano notevolmente. E’ più probabile che il feto abbia ricevuto sufficienti anticorpi oppure nel caso venga contagiato guarisca prima di nascere o manifesti la malattia dopo la nascita, senza particolari rischi.

Il pericolo maggiore nel caso il cui il contagio avviene poco prima di partorire, significa che il bambino rischia di nascere quando si manifesta la sintomatologia, così i rischi sono elevati per il piccolo. Prima di tutto perché il bambino è così privo di anticorpi, senza alcuna difesa contro questo virus, con l’alta probabilità che si verifichino conseguenze particolarmente gravi. L’unica possibilità è quella di valutare con il ginecologo il modo per ritardare il parto per da evitare che il neonato venga al mondo proprio nel momento di massima virulenza.

Mentre per un neonato che prende il latte materno è immune dalla malattia grazie agli anticorpi trasmessi dalla madre. Quindi in caso un fratellino in casa contagiato dal virus, si può stare tranquilli, solo se anche la madre abbia in passato avuto la varicella o si sia vaccinata in tempo. Solitamente viene però consigliata anche una terapia con acyclovir per evitare qualsiasi rischio di contagio.

Oggi la vaccinazione, terapie immunoglobuline o farmaci antivirali sono consigliati agli immunodepressi, coloro i quali presentano delle patologie gravi che interessano soprattutto il sistema immunitario, rendendo ancora più complicato il quadro clinico. Particolare attenzione meritano dunque i neonati o lattanti e gli adolescenti, quelli in cui la varicella se trasmessa si manifesta in maniera molto più aggressiva. In tutti i casi per qualsiasi perplessità è bene consultare il medico, evitando la somministrazione di farmaci laddove non sia strettamente necessario.

I bambini possono tranquillamente fare il bagnetto, la cosa importante è asciugarli in maniera corretta senza strofinare l’asciugamano. Non usare saponi aggressivi e ricordare di mantenere le unghie corte perché il prurito porta il piccolo a grattarsi con il rischio che le pustole scoppino e si infettino, oltre alla probabilità di lasciare segni sulla pelle. Per approfondimenti potete consultare vitadamamma.com. Un’altra cosa importante da non sottovalutare è l’esposizione al sole. Una volta cadute le croste, niente fretta, aspettate che il bambino si rimetta perfettamente prima di mandarlo a scuola. Vestitelo con tessuti in cotone, da evitare assolutamente abbigliamento sintetico.

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