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La sesta malattia è un’altra delle varie patologie esantematiche tipiche dei bambini in età pre-scolare, anch’essa molto contagiosa al pari di morbillo e varicella, ma non altrettanto pericolosa. Solitamente si accompagna a sintomi che possono addirittura essere scambiati per normale influenza come, raffreddore, mal di gola e febbre alta, in alcuni casi anche diarrea. Solo qualche giorno dopo può comparire un’eruzione cutanea di colorito rosso vivo, tipico di morbillo o rosolia. Le zone principali dove si possono vedere le prime macchie sono tronco e collo, successivamente braccia e cosce. Si tratta di puntini che fortunatamente non danno alcun fastidio o prurito e tendono a scomparire nell’arco delle 24/48 ore. Alcuni manifestano dolori muscolari e articolari, solamente negli ultimi giorni della malattia.

Conosciuta anche come roseola, roseola infantum, esantema critico, esantema subitum o febbre dei tre giorni, una patologia virale, cioè un’infezione provocata da un virus, herpesvirus umano (HHV) di tipo 6, herpesvirus umano (HHV) di tipo 7, anche se non ha nulla a che fare con l’herpes che conosciamo. Una malattia innocua che non ha conseguenze particolari sulla salute dei bambini e che tende a svanire in breve tempo senza farmaci.

La sesta malattia è comunque molto infettiva e il contagio avviene attraverso il contatto con goccioline di saliva o muco di un soggetto con la malattia in corso. Il rischio maggiore sono i giorni di febbre. IN realtà una persona può essere infettata dal virus da un soggetto che non manifesta segni particolari ma che presenta la malattia senza saperlo, per questo detta anche asintomatica.

Innocua per i bambini, ma quando è un adulto, in particolare una donna incinta allora la situazione potrebbe essere più rischiosa. Nonostante è davvero difficile il contagio da adulti, esiste una possibilità di contrarre la malattia durante la gravidanza. In questo caso come le altre infezioni virali potrebbe causare aborto e malformazioni. Rischi statisticamente irrilevanti soprattutto se paragonata ad altre malattie potenzialmente molto più rischiose per il feto, proprio come la rosolia e il citomegalovirus. Per i quali esiste attualmente un vaccino a differenza invece della sesta malattia, proprio perché considerata di lieve entità e breve durata. Per i grandi l’unica conseguenza è un abbassamento delle difese immunitarie.

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