La sifilide o lue, è un’infezione dalle origini lontanissime, risalente addirittura alla scoperta delle Americhe e portata in Europa ha avuto una diffusione incontrollata e velocissima con picchi di diffusione nei secoli fino ai nostri giorni, e continua a essere la seconda causa di morta tra le malattie a trasmissione sessuale dopo l’HIV, nonostante esistano dei farmaci che consentono di curare l’infezione. Purtroppo però il suo decorso spesso avviene in maniera subdola e asintomatica soprattutto nelle prime due fasi, questo ne facilita la trasmissione e l’evoluzione nei diversi stadi e nei casi più gravi fino alla morte a maggior ragione se trascurata e non trattata.

Treponema Pallidum

La sifilide è causata dal batterio chiamato Treponema pallidum responsabile della malattia che inizialmente si concentra in alcune zone del corpo, con una prima lesione a rilievo di colore rosaceo (papule), nella bocca, gola ad esempio, o anche nei genitali, negli uomini prevalentemente pene, retto e ano, mentre nelle donne, vulva, vagina e perineo. La piccola ulcera che si viene a formare è inizialmente indolore (sifilomi), dapprima localizzata che tende poi a diffondersi a tutto il corpo attraverso il sangue. Questa viene anche indicata come prima fase della malattia che prende il nome di sifilide primaria, la durata va dalle 3 alle 12 settimane. La piaga può scomparire nell’arco di tempo compreso tra pochi giorni e 2-3 settimane, ma la malattia continua il suo decorso senza dare segni visibili. In questa fase si è contagiosi.

Allo stesso modo si è contagiosi durante la fase successiva o Sifilide secondaria, il batterio si diffonde nel sangue, dando origine a lesioni muco-cutanee diffuse, colpendo i linfonodi o  altri organi, con sintomi che di solito iniziano tra le 6 e le 12 settimane dalla comparsa delle ulcere. Essi possono essere febbre, perdita di appetito e dell’udito, nausea e stanchezza, o anche mal di testa,  problemi di equilibrio, disturbi visivi, perdita di capelli e dolore alle ossa, oppure molti sono coloro che presentano eruzioni e lesioni, con macchie generalmente sul palmo delle mani, su piedi, tronco, regione anale, genitali e bocca, interessando ogni zona della superficie corporea. In assenza di trattamento, le lesioni possono anche scomparire in pochi giorni o settimane, oppure rimanere per mesi ed essere ricorrenti con successiva remissione, senza lasciare alcuna cicatrice.

Questa fase è caratterizzata da periodi di latenza, in cui i sintomi sono praticamente assenti, un periodo in cui il soggetto continua a essere contagioso e la sintomatologia ricompare a ondate con diversa intensità.

Infine il terzo stadio della malattia è indicato come tardivo, può addirittura presentarsi diversi anni dopo dal contagio anche fino a 10 e oltre. Il rischio che si corre se la malattia non è curata negli stadi precoci, sono danni a tutti gli organi, cuore, cervello, cute, ossa, fegato e arterie. Un livello che solitamente non viene raggiunto grazie all’intervento terapeutico nelle prime fasi, che consente una perfetta guarigione.

La sifilide è una malattia prevalentemente a trasmissione sessuale, ma può essere trasmessa persino attraverso il bacio e con un prolungato contatto con zone di pelle o mucose, dove essa si manifesta. Inoltre, è possibile essere contagiati attraverso una trasfusione con sangue infetto. Infine, esiste la sifilide congenita, quando l’infezione viene contratta nell’ultimo trimestre di gravidanza e trasmessa al feto o durante il parto. Questo perché una volta che la persona viene contagiata dal batterio esso si diffonde nel sangue oltre che negli altri liquidi corporei, compreso sperma e secrezioni vaginali e nelle stesse lesioni.

In questo caso si potrebbe andare incontro ad aborti spontanei o il bambino incorrere a una serie complessa di conseguenze, causando la compromissione del sistema nervoso, del fegato e della milza, oltre che a ritardi intellettivi, handicap e tanto altro, oppure nel migliore dei casi non mostrare alcun sintomo. Le probabilità di contagio sono davvero molto elevate per questo è fondamentale sottoporsi al test per la sifilide sin dalle prime settimane di gestazione.

La sifilide aumenta fino a 7 volte il rischio di acquisire il virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con una persona sieropositiva.

La diagnosi viene fatta o con delle semplici analisi del sangue, in quanto gli anticorpi possono essere presenti già nelle fasi precoci dell’infezione oppure rilevando il batterio direttamente nelle lesioni o con un test apposito.

Se non diagnosticata e curata tempestivamente nello stadio 3 la sifilide può portare dei seri danni cerebrali, cecità, paralisi, demenza fino alla morte. Allo stesso modo è possibile curarla ma un soggetto che l’ha già avuta non ne è assolutamente immune. Oltre al trattamento antibiotico, la persona infetta deve astenersi da qualunque attività sessuale con nuovi partner fino alla completa guarigione delle ferite. Inoltre, è necessario effettuare test diagnostici e trattamento anche sui partner sessuali del paziente.

Solitamente la sifilide viene trattata con la penicillina o vari cicli di antibiotici in base allo stadio in cui è la malattia, ovviamente più facile da debellare soprattutto se scoperta nella prima fase.

L’unico modo per prevenire la sifilide è quello di praticare sesso sicuro e sottoporsi a controlli periodici soprattutto se si cambia partner e si fa sesso occasionale. Purtroppo il profilattico non basta per evitare la possibilità di contrarre la malattia visto che può essere trasmessa con il contatto con le mucose persino senza la presenza di lesioni a differenza dell’hiv ed è trasmissibile anche nei rapporti orali. Non si trasmette in modo indiretto, cioè attraverso il contatto con oggetti, come stoviglie o indumenti utilizzati da un soggetto infettato.

Per ulteriori informazioni potete consultare ilmessaggero.it

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