La scabbia è una malattia causata dell’acaro della scabbia, Sarcoptes scabiei. Infezione cutanea conosciuta sin dall’antichità, si pensa che sia stata scoperta addirittura più di 2.500 anni fa. In quanto molti sono gli scritti antichi che ne riportano la testimonianza, tra cui la stessa Bibbia. Si tratta di un acaro invisibile agli occhi che scava e si annida al di sotto dello strato cutaneo superficiale della pelle, mangiando e deponendo le uova. Le responsabili sono le femmine che presentano dimensioni maggiori e una volta dentro si fanno strada nei tessuti, colpendo alcune zone del corpo. Negli adulti soprattutto tra le dita delle mani, polsi, scapole, ascelle, gomiti, ginocchia; in particolare nelle donne all’altezza di glutei, la vita e l’aureola delle mammelle. Nell’uomo nidificano sotto la cute del pene. Infine, nei bambini le parti del corpo interessate sono soprattutto palmi delle mani, pianta del piede, cuoio capelluto, collo e viso.

Le stime stabiliscono che i soggetti più colpiti siano proprio i bambini e gli anziani, semplicemente in quanto maggiormente esposti al rischio contagio. Infatti, i principali luoghi dove spesso si verificano casi di scabbia sono proprio scuole, asili e case di riposo, dove è inevitabile il contatto costante con più persone. La questione delle difese immunitarie basse non è corretto. La verità è che il nostro organismo risponde alla presenza del acaro, alla sua saliva, uova e feci, manifestando i chiari sintomi della scabbia. Quindi l’eruzione cutanea e il prurito, semplicemente reazioni allergiche del corpo agli acari stessi, di conseguenza non sono questi a provocare tali sintomi.

Il problema emerge se le piaghe che si vengono a formare sulla cute, causate dall’eccessivo sfregamento dovuto al prurito, si infettano. Il rischio è che le ferite vengano colonizzate da pericolosi batteri come lo Staphylococcus aureus o lo streptococco beta-emolitico, provocando infezioni anche mortali come la setticemia.

Oppure nel caso si contrae un particolare tipo di acaro che provoca la così detta scabbia crostosa o scabbia norvegese, una grave infestazione. Si manifesta con piccole vesciche e spesse croste sulla cute, che possono interessare ampie parti del corpo. Infezione che colpisce soprattutto soggetti con un sistema immunitario particolarmente indebolito. L’aggravamento è infatti provocata dalla una risposte inadeguata dell’organismo che consente a questi acari di moltiplicarsi in maniera sproporzionata.

La scabbia è un acaro che può colpire tutti indistintamente a prescindere dall’età, dal sesso e classe sociale, persino le condizioni igieniche contano poco, a differenza di quanto si pensasse in passato. Infatti, questa infezione contagiosa della pelle si trasmette principalmente attraverso un contatto prolungato con un’altra persona che presenta la malattia anche se non ancora manifesta. Questo perché l’acaro della scabbia non può né saltare né tanto meno volare. Ad esempio tenendosi per mano, veicolo considerato più comune, o anche attraverso rapporti sessuali, infatti persino l’uso di contraccettivi come i preservativi non sono sicuri per evitare il contatto.

In genere è necessario un contatto di almeno 15-20 minuti per contrarre la malattia. Difficile il contagio con una semplice stretta di mano, ma è bene sapere che maggiore risulta essere il numero degli acari e più le probabilità di contrarre la scabbia aumentano.

Questi organismi sopravvivono fino a due giorni su lenzuola e asciugamani, infatti il contagio può avvenire anche indossando indumenti di seconda mano, coperte, poltrone, materassi soprattutto, luoghi dove l’uomo passa più tempo. Perché l’acaro della scabbia vive e si riproduce a una temperatura di 37 gradi, in caso contrario è impossibile che sopravviva.

Il prurito dunque risulta essere il sintomo principale dell’infestazione e non è detto che compaia subito al momento del contagio, ma potrebbe presentarsi anche dopo un mese.

Nel caso in cui avete contratto questa malattia non fatevi prendere dal panico in quanto la cura è molto semplice e veloce. Basta applicare delle lozioni insetticida a base di permetrina, direttamente sulla cute, che prendono il nome di scabicidi. Esse hanno la capacità di uccidere acari e uova in tempi rapidissimi. Ricordatevi anche di lavare la biancheria almeno a 60° e mantenere l’isolamento durante il trattamento per evitare di contagiare gli altri. Per i materassi basta metterli fuori per diverse e ore e sbatterli energicamente di tanto in tanto.

In gravidanza essere contagiati dalla scabbia non provoca alcuna conseguenza sul feto o complicazioni particolari nella madre, ma è bene intervenire in tempi brevi per evitare che il piccolo ne possa venire contagiato in futuro. Se non curata la scabbia non guarisce spontaneamente.

Le stime stabiliscono che la periodica diffusione soprattutto durante l’inverno è data dalla tendenza al sovraffollamento in luoghi chiusi. Gli animali non sono attaccati dallo stesso acaro quindi è impossibile che possono essere contagiati. Infatti, i loro parassiti sono molto differenti.

L’unico modo per prevenire la scabbia è quella di evitare il contatto con soggetti scabbiosi o con provenienti da Paesi a rischio. Soprattutto nel caso in cui siano visibili lesioni cutanee insolite e molto pruriginose. Rapporti sessuali con persone sconosciute può essere un rischio anche in questo caso, quindi sarebbe sempre meglio evitare. Attenzione anche alle lenzuola degli alberghi, assicuratevi che siano state cambiate. Evitare anche di dormire in alberghi di basso livello nei quali si noti una scarsa igiene, perchè la scabbia non è l’unico pericolo. Per approfondimenti potete consultare greenme.it

Inoltre, diffidate di animali che hanno lesioni cutanee crostose con perdita di pelo e che si grattano frequentemente.

In tutti i casi consultate il medico che vi farà sottoporre a dei test per appurare l’origine dell’infezione e prescrivere farmaci adatti.

 

 

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