Si dice che l’adolescenza sia un’ età molto critica per una ragazza.
Non c’è niente di più vero.
Non è passato molto tempo da quando ero adolescente e ricordo benissimo il senso di adeguatezza che attanagliava le mie giornate.
Fino ai 12 anni si è bambini, si è chiusi nel proprio mondo, si vive con la famiglia e con gli amichetti di scuola e del quartiere.
Poi gli ormoni cominciano a rompere le scatole ed ecco che scatta in noi un’irrefrenabile voglia di piacere all’altro sesso.
Ci si comincia a truccare, iniziano le diete, cominciamo a guardarci allo specchio e a tenere il nostro fisico sotto controllo.
Così cominciamo a tenere sotto controllo il nostro peso e a stare attente ai chili di troppo.
Poi cresciamo, finiamo la scuola, andiamo a vivere da soli, abbiamo dei figli ed in un attimo arriva la menopausa.
Insomma, da 0 a 20 il tempo non passa mai, dai 20 ai 50 ci si ritrova in menopausa non si sa neanche come.
Io a questa fase non ci sono arrivata. Ma vedo mia madre.
Vedo una mamma stupenda che non si rende conto della sua bellezza e che si sente come un fiore che sta appassendo.
Mia madre è stupenda e non lo dico con gli occhi di una figlia, ma di una donna.
Il problema è che le donne non accettano i cambiamenti del proprio corpo e per questo nel periodo adolescenziale, dopo il parto e nella menopausa, cadono facilmente in depressione.
E’ come se noi ci abituassimo al nostro corpo e quando questo cambia per fattori biologici stentiamo quasi a riconoscerlo ed a riconoscere noi stesse.
Io non sono un medico, sono solo una donna che analizza ciò che accade e che pensa che forse dovremmo pendere esempio dalle farfalle.
Per un bruco diventare farfalla è normale. Si trasforma e basta.
E forse, a differenza di noi donne, si rende conto che quando il suo corpo cambia e si trasforma in farfalla diventa ancora più bello…..

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arianna calvanese

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