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Mestruazioni emorragiche (menorragia): cause e trattamento

Le mestruazioni emorragiche possono avere differenti cause e prima di decidere il tipo di rimedio, se farmacologico, ormonale o chirurgico, è bene assicurarsi che le cause siano state prima chiarite. Le cause possono essere di tre tipi: emorragia  che precede la menopausa, causata da fibroma uterino, dovuta a problemi di coagulazione come la carenza di piastrine. Soltanto nel caso il dottore specialistico, il ginecologo, lo proponga bisognerà pensare alla soluzione chirurgica di asportazione dell’endometrio, alla isterectomia.

Se nei paesi di tradizione anglosassone l’asportazione dell’utero è vista come una liberazione della donna, e quindi vengono focalizzati gli aspetti positivi come la possibilità di una vita sessuale completamente slegata dalla procreazione, senza bisogno di contraccettivi o particolari precauzioni. Ovviamente non sempre l’intervento chirurgico che asporti l’utero rappresenta per la donna un evento positivo, ma molte volte, specie in Italia, è sentito come un intervento molto invasivo e in fin dei conti eccessivo rispetto al problema.

Mestruazioni emorragiche. Quali cure sono efficaci

Sarà quindi bene che siano indagate le cause delle mestruazioni emorragiche prima di rinunciare o scegliere l’intervento di asportazione dell’organo per eccellenza della femminilità. In secondo luogo, uno scompenso ormonale potrebbe essere la causa della eccessiva mestruazione, questo perché nel periodo precedente la menopausa, e soprattutto dal 35 anni in poi, l’organismo femminile subisce profondi mutamenti soprattutto di carattere ormonale. Il progesterone diminuisce e in seguito a questa diversa proporzione con gli estrogeni, che invece crescono, si verifica una crescita dell’endometrio, che sarebbe la parte interna dell’utero, il cui sfaldamento provoca la mestruazione. Maggiore sarà l’endometrio maggiori saranno le perdite di sangue. Ecco che possiamo intervenire sia con i progestinici, vicini al progesterone, che regolano la crescita dell’endometrio. Ma essi hanno anche altri due importanti effetti: fanno diminuire il dolore mestruale e riducono la crescita dei fibromi. Ovviamente la cura ormonale dovrà essere prescritta soltanto da uno specialista e solo in casi ritenuti idonei. Può succedere che nonostante la somministrazione del progestinico il flusso resti abbondante; in questo caso si potrà ricorrere all’uso di un antiemorragico: l’acido tranexamico. Il farmaco si è dimostrato di grande efficacia nella terapia antiemorragica in ginecologia, e basta assumerne una ogni 8 ore nei giorni del ciclo.

Un altro metodo nel caso di mestruazioni emorragiche, per ovviare a disfunzioni ormonali, cambiamenti cioè nelle proporzioni del rilascio degli ormoni, potrebbe essere la spirale, che inserita nell’utero rilascia minime quantità di  progestinico che a sua volata agisce frenando la crescita dell’endometrio. L’effetto è quello di diminuire o abolire del tutto le perdite di sangue.

Per prevenire in ogni modo le mestruazioni emorragiche o tenerle sotto controllo, qualsiasi sia la causa, si raccomandano esami diagnostici annuali come il pap test, l’esame ginecologico, l’ecografia pelvica. Ricorderemo inoltre che è importante fin dalla pubertà promuovere una conoscenza approfondita del proprio organismo e del proprio corpo, in modo da avere maggiore confidenza con le eventuali analisi mediche da effettuare, le quali andranno sostenute già dai primi anni di mestruazione, in caso di disturbi. I disturbi più frequenti per le mestruazioni sono l’amenorrea, l’ipermenorrea, l’ipomenorrea. Che rispettivamente denominano l’assenza, l’abbondanza e la scarsità di mestruazioni.

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arianna calvanese

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