La legionella o “Malattia del legionario”, è provocata da un batterio conosciuto anche come Legionella pneumophila, una delle tante specie riconosciute dagli scienziati appartenenti alla famiglia delle legionellaceae, responsabili di malattie che possono colpire l’uomo. Questi microrganismi vivono nell’acqua dolce quindi si possono trovare in prossimità di fiumi, fanghi, laghi per poi passare nei bacini idrici artificiali, tubature o gli impianti sanitari delle abitazioni, venendo inevitabilmente a contatto con l’uomo. Persino attraverso l’acqua delle fontane o nelle piscine, bagni turchi ecc. Tutti habitat ideali per la loro proliferazione, prediligendo condizioni caldo-umide, creando così una potenziale situazione di rischio per la salute umana.

Al contrario di quanto si crede, la trasmissione non avviene ingerendo l’acqua potenzialmente contaminata, o da uomo a uomo. Piuttosto per inalazione della stessa ma sotto forma di vapore, come per esempio mentre ti fai la doccia o in ambienti climatizzati. Dovunque ci sono fonti d’acqua e temperature che vanno dai 32 ai 45 gradi. Da qui il batterio circola attraverso le goccioline d’acqua e talmente piccolo riesce a passare per le vie aeree raggiungendo i polmoni, provocando così la legionellosi, responsabile di una forma pericolosa di polmonite batterica.

In realtà sono state identificate tre distinte forme di legionellosi, la prima, la malattia del legionario è considerata quella più pericolosa cioè con un tasso di mortalità maggiormente elevato. La Febbre di Pontiac, al contrario, ha una manifestazione molto lieve. Si presenta come una normale influenza e non richiede particolari interventi a differenza del primo caso. Infatti, si risolve nel giro di qualche giorno. Infine, una forma sub-clinica della febbre di Pontiac, che non prevede sintomi clinici è può essere diagnosticata solo ed esclusivamente attraverso analisi di laboratorio.

La legionella nella sua forma più acuta ha un periodo d’incubazione di circa 10 giorni, presentandosi anch’essa con i classici sintomi influenzali, febbre, tosse, mal di testa, difficoltà a respirare, che rappresentano poi uno dei motivi che rende questo batterio spesso fatale, in quanto non consente una tempestiva diagnosi dell’infezione. Solo quando tali sintomi sono accompagnati anche da gastrite, disturbi neurologici o intestinali, al contrario è più facile e rapida la guarigione in quanto risulta maggiormente chiara e immediata la diagnosi e di conseguenza tempestivo l’intervento terapeutico, fatto principalmente di antibiotici che consentano di ridurre i sintomi e il rischio stesso di mortalità. Generalmente la cura dura anche fino alle 3 settimane in modo da debellare completamente il batterio.

I problemi però permangono se non si indaga su quale sia la fonte che ha generato la legionella, visto che spesso questo batterio crea dei veri e propri focolai epidemici, raggiungendo impianti di distribuzione dell’acqua potabile di case e luoghi pubblici o dove sono riunite molte persone, come ospedali, case, alberghi, residenze per anziani, piscine, terme, palestre ecc.

La legionella può colpire tutti a ogni età, vi sono però i soggetti più a rischio, maggiormente vulnerabili in quanto affetti da altre patologie che favoriscono l’ingresso del batterio fino ai polmoni.

Cosa fare dunque quando esiste la probabilità che vi sia un focolaio di legionella? Uno dei principali fattori che favoriscono la proliferazione di questo batterio e la sua diffusione fino a diventare un pericolo per l’uomo sono di sicuro le reti idriche delle città, spesso trascurate. Una serie di fattori che incentivano la colonizzazione del batterio, tra cui le caratteristiche idrauliche degli impianti, come anche la temperatura dell’acqua, i materiali utilizzati per la loro realizzazione non sempre idonei, la presenza d’incrostazioni e la formazione di microrganismi e sostanze organiche su pareti e condutture.

La prima cosa da fare soprattutto se esiste un’epidemia di legionella è quella di effettuare immediatamente una bonifica di tutte le condutture e serbatoi d’acqua. Per prevenirla invece, bisognerebbe pulire e disinfettare periodicamente i serbatoi che contengono l’acqua in modo da evitare la contaminazione e prevenire la proliferazione del batterio. Utilizzare addolcitori, la decalcificazione e la sostituzione di parti usurate, anche se potrebbe non essere sufficiente secondo gli esperti. Esistono comunque molti altri modi per evitare il problema ma spesso o troppo costosi o tecnicamente difficoltosi.

IN casa l’unica cosa che potete fare è prima di tutto pulire sempre molto bene i filtri di condizionatori e dei rubinetti, inoltre ricordate di far scorrere bene l’acqua della doccia a temperature altissime, in quanto è risaputo che questi tipi di batteri muoiono oltre i 55 gradi. Limitate il più possibile l’esposizione al vapore acqueo.

Per ulteriori informazioni potete consultare palermotoday.it

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