La pubalgia è un’infiammazione che colpisce muscoli e tendini,  interessando coscia e addome. Una sindrome molto dolorosa comune tra le donne in gravidanza soprattutto con l’avvicinarsi del parto, con dolore intenso dovuto sia al peso del bambino sui muscoli dell’addome, alla posizione, che dalla secrezione di un ormone, la relaxina che ha il compito di rendere la zona pubica più elastica al fine di facilitare il passaggio del neonato.  Significa che la muscolatura si rilassa ponendo le articolazioni del bacino in una situazione di sovraccarico, questo può portare a infiammazioni e di conseguenza al dolore.

La pubalgia interessa entrambi i sessi ma colpisce soprattutto gli uomini che praticano degli sport i quali richiedono uno sforzo fisico molto intenso e ripetuto. Sottoponendo dunque gambe e addome a movimenti repentini che richiedono una certa intensità, come per esempio i tennisti e i calciatori, ma non solo.

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La pubalgia si presenta con dolore intenso a livello muscolare in particolare nella zona inguinale e nella regione addominale. Parte dall’inguine verso i muscoli della gamba, rendendo impossibile anche gesti molto semplici come scendere o salire le scale.

Di rado si presenta con fastidio intenso al fianco, mentre è più facile che il dolore si avverti all’interno coscia. Non vi sono altri sintomi che possono essere associati a questo tipo di disturbo a parte la sensazione di non svuotamento incompleto della vescica. La sintomatologia si manifesta soprattutto a freddo, al mattino appena svegli ad esempio, mentre tende a scemare quando la parte interessata si riscalda, infatti spesso non viene percepito il  dolore durante gli allenamenti, peggiorando inevitabilmente quando ci si ferma. Nei casi più gravi si presenta improvvisamente, costringendo all’interruzione dell’attività fisica, impedendo il movimento.

In gravidanza i principali sintomi della pubalgia sono dolore basso ventre; difficoltà nel camminare e nel rimanere sedute. Il dolore però alle volte può essere avvertito posteriormente a livello inguinale con dolore anche sacrale, colpendo così la parte finale della colonna vertebrale.

La pubalgia può essere curata ma è di fondamentale importanza che non venga assolutamente trascurata. Già appena si avvertono i primi sintomi è bene chiedere un  parere al medico e mettersi a riposo assoluto fino a quando essi non scompaiono. La diagnosi di pubalgia avviene con esami specifici quali ecografia, risonanza magnetica o radiografia, in modo che lo specialista, l’ortopedico, possa prescrivere la corretta terapia.

Spesso al riposo si associano antinfiammatori ed eventualmente antidolorifici oltre che un’adeguata fisioterapia ed esercizi utili al fine di rafforzare la muscolatura. Esistono anche molte terapie fisiche strumentali, quai: laserix; tecarterapia; onde d’urto; CROsystem. L’intervento chirurgico è raramente considerato per i soggetti che soffrono di pubalgia.

In gravidanza invece visto e considerato l’impossibilità di seguire terapie farmacologiche, a parte il paracetamolo, che comunque non deve essere assunta in maniera continuativa. Vi sono degli ottimi accorgimenti che possono essere davvero d’aiuto al fine di alleviare per quanto sia possibile il dolore. Come per esempio riposare ma senza mantenere troppo la stessa posizione, vestirsi e svestirsi da sedute, cercare di non sbilanciare eccessivamente il peso da una parte o dall’altra ma distribuirlo in maniera equa. dormire con un cuscino tra le gambe.

 

Potrebbe essere di sollievo mettere del ghiaccio sulla zona interessata o anche piccoli massaggi con un cubetto. Non deve di certo mancare un po’ di esercizio fisico, come nuoto, stretching ideale al fine di lavorare sull’elasticità dei muscoli coinvolti, infine anche lo yoga.

Esistono anche rimedi naturali per curare la pubalgia, per approfondire potete greenstyle.it

Uno dei principali motivi che causano la pubalgia è proprio la debolezza di muscoli addominali o inguinali, tra i primi fattori di rischio che portano a un sovraccarico proprio dei muscoli interessati. Questo però non è l’unica causa da cui può dipendere l’insorgenza della patologia, a essa si aggiungono patologie o contratture all’anca, che possono portare ad alterazioni della postura con inevitabili conseguenze, anche un’accentuata curvatura lombare può notevolmente contribuire. Tra le altre cause, patologie tendinee o muscolari, ossee o articolari fino a quelle di tipo infettivo e tumorale.

Esistono anche dei fattori considerati esterni quindi non prettamente fisici che incidono inevitabilmente sulla comparsa del disturbo, come per esempio allenamenti intensi su terreni non adatti o indossare scarpe non adeguate.

 

 

 

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