Oggi nonostante la maggiore informazione rispetto al passato e l’apertura in merito ad argomenti che un tempo erano considerati dei tabù. Sono davvero tantissime le cose che non si conoscono, soprattutto se si parla del corpo femminile e di come funziona. I cambiamenti che si fanno durante l’arco della vita sono molti. Altrettanto spesso ci si rende conto di sapere ben poco soprattutto su come affrontare degli eventi importanti, che inevitabilmente hanno delle conseguenze sull’intera esistenza della donna, sia fisiche che mentali. Pensate ad esempio alla gravidanza o più semplicemente al sesso. L’argomento di cui spesso si parla ma che per molte è ancora un mistero, riguarda il periodo fertile. Il problema sta a monte, nel senso che non è assolutamente possibile dare una risposta decisa e definitiva uguale per tutte. In quanto il corpo femminile risulta essere abbastanza complesso, questo significa che ogni donna è un caso a sé. Adesso esistono tanti sistemi consigliati per calcolare in maniera facile e veloce il momento esatto e capire quando evitare di avere rapporti oppure al contrario se si cerca una gravidanza. Il fatto è semplice, i fattori in gioco sono molti, come la regolarità del ciclo mestruale, stress, allattamento, malattie ecc, quindi risulta altrettanto difficile dare una risposta certa. Fare dei calcoli matematici non serve, piuttosto la cosa più sicura sarebbe invece quella di usare un contraccettivo serio e avere maggiore conoscenza del proprio corpo.

In particolare capire quali sono i segnali evidenti che indichino il nostro periodo fertile, come secrezioni vaginali, dolori al basso ventre, aumento della temperatura basale e desiderio sessuale.

Il periodo fertile coincide con il momento il cui l’ovulo viene rilasciato dalle ovaie nelle tube. In tutto i giorni a rischio elevato in cui si hanno maggiori probabilità di una gravidanza sono tre e non uno come solitamente si sente dire. Quello centrale, il picco più alto sono le 24 ore dal momento in cui avviene l’ovulazione. La cosa da dover assolutamente tenere in considerazione è la capacità da parte degli spermatozoi di rimanere in vita nell’utero che è pari a 5 giorni. Quindi non è detto che avere un rapporto senza alcuna protezione due giorni prima dell’ovulazione si è sicuri che non vi sia pericolo, perché sappiate che siete in errore.

Un problema assolutamente comune invece, è soprattutto nel periodo subito dopo il parto. Forse quello più difficile per capire se e in quale momento c’è maggior rischio di un’altra gravidanza, in particolare se si allatta e ancora il ciclo mestruale non arriva. Il problema è che a causa dell’alterato equilibrio ormonale non risulta possibile capire se l’ovulazione sia in atto solo osservando le secrezioni vaginali o la temperatura. Quindi l’unico modo è utilizzare un contraccettivo serio senza affidarsi solo alla fortuna o al caso. Oggi vi sono dei metodi compatibili anche con l’allattamento.

In questo ultimo caso, attenzione perché è vero che può essere un utile contraccettivo naturale, ma è necessario rispettare delle regole. Come poppate regolari e continuative giorno e notte, escludendo i metodi di allattamento manuali. La cosa fondamentale da sapere è che il periodo di riferimento considerato più sicuro non va oltre i sei mesi del bambino, da qui in poi le probabilità aumentano. Il miracolo lo fanno gli elevati livelli di prolattina, ormone che inibisce l’ovulazione. Questa prodotta proprio dalla suzione del capezzolo da parte del bambino. Quindi, più l’allattamento è frequente maggiore sarà la prolattina in circolo dunque l’ovulazione tenderà a tardare. Per maggiori informazioni potete consultare il sito dica33.it

 

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