Oggi in commercio vi sono davvero infiniti tipi di farmaci utilizzabili per ogni esigenza, dal mal di testa, denti, dolori articolari, muscolari ecc. Altrettanto spesso ci ritroviamo ad assumere medicinali in maniera poco responsabile senza considerare le possibili conseguenze. Come l’oki ad esempio, un farmaco che può essere tranquillamente acquistato in farmacia persino in assenza di ricetta medica. Un antinfiammatorio, che oggi sostituisce il famoso aulin, non più disponibile, proprio per i suoi gravi effetti collaterali. La nota positiva è che l’oki non possiede cortisone, con effetti analgesici e antipiretici, proprio come altri farmaci in commercio, quali brufen, moment ecc.

L’assunzione ad esempio è consigliata in caso d’infiammazioni localizzate e dolore, in modo da limitarlo, abbassando anche la febbre se presente. Non solo, questo farmaco è adatto anche per artrite reumatoide dolorosa, reumatismo extra-articolare, persino in odontoiatria, otorinolaringoiatria, urologia e pneumologia. Quindi perfetta in caso di dolori muscolari e articolari, dolori ai denti, dolori alle vie urinarie e infiammazioni dell’apparato respiratorio. Spesso indicato anche per stati infiammatori di natura post-traumatica.

Nonostante i suoi discutibili poteri miracolosi, l’oki è sempre classificato come farmaco, quindi come tale ha comunque degli effetti sul nostro debole organismo. La maggior parte dei soggetti che ne fanno uso magari non manifestano particolari sintomi o disturbi, ma a lungo andare le ripercussioni possono anche essere gravi, soprattutto se l’assunzione è fatta senza controllo e da alcuni tipi di pazienti, tra cui donne in gravidanza, bambini. Un farmaco che può provocare danni all’apparato gastro-intestinale, in particolare gastriti, con diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, nei casi gravi alla formazione di ulcere con un elevatissimo rischio di emorragia, proprio per l’indebolimento della flora intestinale. Oltre che disturbi alla vista e patologie dell’apparato urinario.

Attenzione a chi assume oki con altri farmaci, come cortisone, anticoagulanti, persino antidepressivi o semplice aspirina, meglio evitarne l’assunzione se già si stanno prendendo antinfiammatori di diverso tipo. In tutti questi casi è sempre meglio consultare il proprio medico e soprattutto rispettare dosaggi e indicazioni terapeutiche per non correre rischi. Inoltre è un farmaco che può essere utilizzato per il trattamento sintomatico di breve durata. Diciamo che la regola vale un po’ per tutti i tipi di farmaci, bisogna sempre e comunque fare attenzione a seguire le indicazioni mediche.

Veniamo alla parte cruciale e alla domanda che molte donne in attesa si pongono, è possibile prendere farmaci in gravidanza? La risposta forse inaspettata, ma è possibile assumere alcuni farmaci, anche se il consiglio quello di evitare, nonostante non è così immediato il passaggio dalla placenta, quindi il rischio che raggiunga il feto o provochi malformazioni praticamente nullo. Attenzione non è una regola che vale per tutti i farmaci. Prima di tutto l’assunzione solo quando necessario, esclusivamente con la prescrizione del medico, mai fare di testa propria, anche su quei prodotti che non necessitano di alcuna ricetta medica.

Infatti, sono molte le donne che per un qualche motivo, persino per infezioni batteriche, durante la gravidanza vengono sottoposte a cure a base di farmaci, come antibiotici, antistaminici, Casi in cui il medico valuta attentamente la situazione per poi individuare la migliore soluzione, in modo da risolvere il problema ma limitando al minimo i rischi.

L’oki però è uno di quelli appartenenti ai farmaci controindicati durante la gravidanza, con conseguenze sul parto e sullo sviluppo del feto, la stessa cosa vale durante l’allattamento.  Per approfondire il tema potete consultare quotidianosanita.it

Mother breastfeeding her infant.

Per quanto riguarda i bambini l’oki è un antinfiammatoria sconsigliato per i minori al di sotto dei 6 anni di vita. Comunque in caso di febbre e dolori sempre meglio somministrare paracetamolo o ibuprofene.

 

 

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