La risonanza magnetica è una esame indolore e non invasivo che viene effettuato al fine di approfondire e accertare la presenza di diverse patologie da quelle oncologiche, neurologiche, neurochirurgiche, traumatologiche, ortopediche, cardiologiche e persino gastroenterologiche. Un esame completo che non sottopone la persona all’esposizione di radiazioni, ma sfrutta il campo magnetico producendo immagini interne del corpo senza dover sottoporre il paziente a esami invasivi o particolarmente dolorosi. Semplice, veloce e sicura, per questo sempre più utilizzata in tantissimi ambiti.

La risonanza magnetica è effettuata da una macchina che grazie a dei comandi elettronici scorre tra i poli del magnete, all’interno viene posizionato il lettino su cui il paziente si sdraia. Non vi sono dunque rischi per il soggetto, l’unica difficoltà potrebbe essere per chi va in panico negli spazi chiusi. Oggi però per eliminare questo problema, visto che una risonanza magnetica può durare anche 30 minuti, dipende dal tipo d’indagine richiesta, sono state prodotte macchine moderne che presentano una struttura aperta. Invece, per alcune persone con patologie psichiatriche o altro, prima dell’esame possono essere dati dei sedativi. Questo in quando durante la risonanza magnetica è fondamentale rimanere completamente immobili, cercando anche di non parlare, per evitare la compromissione dell’esame, tranne se non strettamente necessario. Ricordando che non si è completamente isolati, ma la macchina prevede appositi microfoni con cui si può comunicare con il personale addetto per qualsiasi problema, malessere o altro.

Durante la risonanza magnetica la macchina emette anche dei rumori molto forti, legati alle onde radio, per questo vengono forniti auricolari appositi.

Come già accennato non si corrono rischi particolari per chi è sottoposto a tale esame, le uniche controindicazioni esistono per alcuni pazienti, come per esempio, chi ha un pace-macher, in linea generale non può sottoporsi a una risonanza magnetica, anche se oggi vi sono dei pace macher compatibili, che però devono essere certificati e accertati dal medico prima di procede. Altri soggetti sono, coloro che presentano schegge o frammenti di metallo, dispositivi metallici anche se per uso medico, protesi del cristallino. Tutte condizioni che vengono valutate dal medico o dall’equipe, come anche per quanto riguarda i soggetti anemici, o che hanno la febbre proprio il giorno della risonanza, devono mettere a conoscenza il personale, visto che durante l’esame tendenzialmente la temperatura corporea aumenta.

In alcuni casi specifici l’esame può essere effettuato con mezzo di contrasto, significa che il personale medico inietta al paziente un liquido endovena che serve per avere maggiore visione su alcuni organi del corpo, come vasi sanguigni, tessuti ecc.. Nonostante la risonanza magnetica sia un metodo diagnostico che produce risultati esaustivi e immagini chiare su tutto il corpo, oltre che sui muscoli, anche su tessuti duri come ossa e cartilagini.

In molti invece si chiedono se la risonanza magnetica essendo un esame senza alcun rischio, possa essere effettuato anche in gravidanza. In generale durante il periodo di gestazione è sempre meglio evitare di sottoporsi ad questi tipi di esami se non strettamente necessario. Con particolare attenzione alle prime settimane, poi più il tempo passa minori sono le possibilità di malformazioni o rischi per il feto, che diminuiscono ancor di più se la parte del corpo interessata non è il ventre o la pancia.

Quindi massima cautela anche se i rischi sono davvero bassissimi, è sempre buona norma chiedere al proprio medico e ginecologo. Attenzione anche per coloro che hanno dispositivi ginecologici come la spirale, non risulta essere tra le controindicazioni, ma il consiglio è quello di sottoporsi a un controllo nel periodo successivo all’esecuzione della risonanza, per verificarne la funzionalità.

I raggi o rx, invece, è un esame che utilizza radiazioni elettromagnetiche di tipo X, a differenza della risonanza magnetica che si avvale di campi magnetici. Il fine è quello di studiare lo scheletro o particolari sezioni, utilizzato dunque esclusivamente per traumi alle ossa, quando si sospettano fratture e lussazioni. Spesso viene ripetuta a distanza di tempo al fine di mettere a confronto i risultati per verificare la situazione dell’osso, vaso o organo analizzato. È inoltre un esame utilizzato per le lussazioni articolari e nel riconoscimento delle fratture.

In tutti i casi questi esami vanno effettuati solo ed esclusivamente se strettamente necessario e dietro consiglio del medico. Per approfondimenti potete consultare pazienti.it

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