La colonscopia è un esame diagnostico che consente di rilevare la presenza o meni di infiammazioni o lesioni dei tessuti, diverticoli, polipi cioè protuberanze nella parete del colon, occlusioni, neoplasie maligne o benigne e individuare qualsiasi tipo di anomalia a carico del colon e del retto. Durante questo esame è oltretutto possibile effettuare delle biopsie, cioè prelevare tessuti considerati di sospetta natura o  addirittura asportarle come i polipi ad esempio.

Lo strumento essenziale per la prevenzione del tumore del colon retto, in assoluto più efficace per avere una diagnosi precoce delle neoplasie dell’apparato colon rettale e dell’intestino crasso.

La colonscopia ha una durata che varia dai 5 ai 20 minuti, tutto dipende dal paziente e dalla visibilità che il medico possiede durante l’esame. Dopo un breve colloquio e una visita veloce al paziente, questo di fa accomodare sul lettino sdraiato lateralmente per dare inizio all’esame.

Successivamente si procede con l’eventuale sedazione per far rilassare il paziente in modo che l’esame sia svolto al meglio e ridurre al minimo il fastidio del colonscopio sonda che  viene lubrificato e inserito nell’ano procedendo per l’esplorazione delle pareti intestinali e del colon, grazie ad una piccolissima telecamera. Inoltre, grazie a questo marchingegno, è possibile far entrare degli strumenti piccolissimi per effettuare dei piccoli interventi quali biopsia o rimozione di polipi.

Essendo un esame invasivo esistono dei rischi molto spesso legati per lo più alle condizioni di salute del paziente come, problemi cardiologici, respiratori o osteoarticolari che impediscono la posizione corretta o terapie particolari come gli anticoagulanti.

Altri possibili conseguenze della colonscopia, sono: la perforazione dell’intestino per l’utilizzo della sonda, cioè la fuoriuscita dello strumento dalle pareti dell’intestino. Questa eventualità dipende anche dalla situazione intestinale del paziente, ad esempio la presenza di diverticoli potrebbe aumentare il rischio, ma se l’esame viene effettuato con attenzione esso si riduce al minimo. In caso di perforazione è necessario l’immediato intervento del chirurgo.

Il sanguinamento del retto, invece, spesso si verifica soprattutto in caso di biopsia o esportazione di polipi, solitamente l’emorragia viene però bloccata immediatamente durante l’esame stesso. Infine è possibile avvertire dolori addominali.

I rischi dovuti a colonscopia sono limitati e rari, ma secondo uno studio esiste il rischio di soffrire di appendicite dopo qualche settimana dall’esame, probabilmente la colonscopia accentua una condizione d’infiammazione già esistente.

In tutti i casi è necessario che il medico specialista sia al corrente della situazione clinica del paziente prima di effettuare l’esame, anche per coloro che seguono terapie farmacologiche necessarie come insulina e altro. La colonscopia richiede comunque qualche giorno di dieta almeno 3 o 4 giorni prima dell’esame e preparazione perché venga fatta al meglio. Solitamente indicata una dieta priva di fibre e scorie. Come per esempio riso, brodo, carni magre, miele, e soprattutto tanta acqua, questo in modo da preparare l’intestino con l’ausilio di lassativi almeno il giorno prima dell’intervento e digiuno da 2-4 ore prima o da 8 ore a seconda se è prevista anche l’assistenza anestesiologica.

Questo in modo che il colon si svuoti e la visibilità sia ottimale così da poter escludere la presenza di lesioni sulla superficie, un esame visivo che chiaramente la presenza di scorie rende impossibile.

La preparazione è fondamentale perché il referto medico sia chiaro e sicuro, in alternativa  viene riportato che l’esame è dubbio, significa che risulta necessario ripeterlo.

Infine, il paziente può essere sottoposto a sedazione locale cosciente per limitare fastidi e stress prima dell’intervento. Esiste la possibilità di svolgere l’esame di colonscopia in anestesia totale, grazie all’utilizzo di farmaci specifici, antidolorifici, ipnoinducenti, e con la presenza dell’anestesista per qualsiasi possibile complicazione. La colonscopia non ha conseguenze o effetti particolari ma potrebbe dare un senso di spossatezza e stanchezza o qualche dolore addominale. Un esame abbastanza sicuro e non doloroso, dunque, nella maggior parte dei casi viene eseguito con rapidità e precisione. Si consiglia comunque di rivolgersi al medico nel caso in cui i sintomi diventino particolarmente fastidiosi o i dolori intensi e insoliti.

Esistono due tipi di colonscopia, quella tradizionale e la colonscopia virtuale, la differenza è che la prima è un esame invasivo mentre la seconda consente di controllare le pareti dell’intestino attraverso delle radiazioni, come se fosse una tac, studiando poi le immagini grazie a un software apposito, ma così non è possibile effettuare biopsia o l’esportazione di polipi.

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Dopo la colonscopia si viene dimessi già entro un ora, ma se si è proceduto all’esportazione di un polipo di un certo calibro il paziente può essere trattenuto anche per qualche ora in più o se il medico lo consiglia sotto osservazione per una notte intera.

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