La tiroide è una parte molto importante del nostro corpo, in quanto ha il gravoso compito di controllare il metabolismo e i processi di crescita, dunque la sua attività incide sul funzionamento dell’organismo e di tutti i suoi organi. Si tratta di una ghiandola di piccole dimensioni posizionata sotto il collo e si caratterizza per la forma che assomiglia a una farfalla.
La sua funzione è quella di produrre degli ormoni che servono al corpo proprio al fine di garantire la giusta crescita. Significa che quando la tiroide non funziona come dovrebbe cominciano a manifestarsi seri problemi, con ripercussioni sul benessere generale, incidendo anche sul funzionamento del sistema nervoso, cardiovascolare. Inoltre, da non sottovalutare il suo ruolo importante sull’incremento della frequenza respiratoria e nell’assorbimento dei nutrimenti durante la digestione.

I disturbi alla tiroide sono molto frequenti, più di quanto si creda e altrettanto gravi. Il problema che non sempre è così immediato e semplice riconoscerli, in quanto spesso si confondono con sintomi considerati molto diffusi che fanno pensare a cause assai diverse. Come ad esempio il senso di stanchezza o l’aumento di peso, a cui capita di non dare particolare importanza, a meno che questi incidano sulla stessa qualità di vita, divenendo particolarmente evidenti. A questi si aggiungono anche problemi digestivi, sonnolenza, disturbi della memoria, difficoltà di concentrazione ecc.

Si possono distinguere due situazioni limite per quanto riguarda l’attività della tiroide con sintomi molto diversi. Essendo una ghiandola che ha il compito di produrre ormoni, i problemi si verificano quando questi sono troppi, allora si parla di ipertiroidismo, manifestandosi con l’accelerazione del metabolismo e delle funzioni generali dell’organismo compresi i battiti del cuore, sbalzi d’umore, insonnia, tremori e il dimagrimento.

In caso d’ipotiroidismo, allora gli ormoni prodotti sono pochi, in numero inferiore rispetto al normale, da qui il metabolismo rallenta e la prima manifestazione è l’aumento del peso. Il cervello rallenta le proprie funzioni, con evidenti disturbi di memoria, umore depresso, rallentano i battiti cardiaci, la pelle diventa secca; si verificano spesso irregolarità mestruali fino ad amenorrea, nelle donne, mentre gli uomini possono essere soggetti a disfunzione erettile.

Le cause di un disturbo alla tiroide possono essere di vario genere, ad esempio noduli o tumori o anche il morbo di Basedow, che stimola la tiroide a produrre ormoni in eccesso. Ad esempio vi sono dei casi d’ipotiroidismo che possono dipendere da una carenza d’iodio, oppure conseguenze di malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto. Persino a seguito di tumori dell’ipofisi o dell’ipotalamo.

La tiroidite invece, è un’infiammazione che colpisce la tiroide, rallentandone il funzionamento. Si può anche verificare l’ingrossamento di quest’ultima (gozzo), però attenzione, non necessariamente significa che ne compromette il funzionamento, il problema in questo caso è quando la ghiandola raggiunge un volume tale da gravare sulla capacità di respirazione e deglutizione.

Esistono anche casi d’Ipotiroidismo congenito, bambini che nascono già con problemi alla tiroide, o perché non formata in maniera adeguata o mal funzionante. Quindi non in grado di produrre una normale quantità di ormoni tiroidei. Per approfondimenti potete consultare quotidianosanita.it

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Un disturbo alla tiroide non va di certo sottovalutato, sia per i grandi e ancora di più nei bambini, perché a lungo andare può portare a disturbi e problematiche davvero gravi, come ritardi mentali oltre che difficoltà importanti nella crescita, fino alla morte.

Le indagini cliniche sono semplice, basta un prelievo del sangue per evidenziare il problema e l’ecografia, un esame non invasivo attraverso il quale si può accertare la presenza di noduli o infiammazioni.

I trattamenti solitamente sono o attraverso dei farmaci specifici in relazione al tipo di problematica, quindi diversi se si tratta d’ipertiroidismo o ipotiroidismo. Nei casi limite si interviene chirurgicamente con l’asportazione della tiroide e terapia ormonale, oppure con terapia radio-metabolica, cioè con iodio radioattivo al fine di riattivare la funzionalità della ghiandola.

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