La gotta o comunemente detta podagra, è una malattia che colpisce le articolazioni e i tessuti, provocandone brutte infiammazioni accompagnate anche da un forte dolore, gonfiore e rossore nelle parti interessante. Una vera e propria forma di artrite molto più diffusa di quanto si pensi. Un disturbo che colpisce soprattutto gli uomini di età superiore ai 60 anni, anche se il sesso femminile non ne è immune, infatti molti casi si registrano prevalentemente tra le donne durante la menopausa.

La gotta è riconosciuta a tutti gli effetti come una malattia reumatica dovuta alla formazione e accumulo di cristalli, responsabili dunque dell’infezione, proprio delle articolazioni, colpendo prima di tutto alluce, poi piede, tallone, ginocchia, polsi, gomiti e le dita della mano.

Questi cristalli sono generati dalla presenza di un livello elevato di acido urico nel sangue. Sostanza di scarto proveniente dalla sintesi di alcuni alimenti, che si accumula e non viene adeguatamente eliminato tramite urina e feci, provocando così l’ iperuricemia. Riconosciuta come una delle cause di questo disturbo. Ciò che sta all’origine del problema però non è ancora nota, o per lo meno vengono da tempo fatte diverse ipotesi, che attribuiscono a una componente genetica e all’alimentazione, i responsabili della patologia.

Sono comunque riconosciuti dei fattori scatenanti della gotta, come ad esempio, l’obesità, sovrappeso, l’abuso di alcol, l’assunzione di particolari farmaci, soprattutto diuretici. Infine e non meno importante l’alimentazione errata, ricca di carni rose, frutti di mare, alimenti contenenti un elevato livello di purine. A queste si uniscono malattie ereditarie come il diabete, determinati tumori, insufficienza renale e l’ipertensione arteriosa.

La gotta può portare intensi dolori accompagnati anche dall’arrossamento della pelle, quali fosse un’ustione e forte calore. I sintomi si manifestano soprattutto durante la notte con picchi intensi di dolore, spesso insopportabili, colpendo principalmente mani e piedi, che sono le parti del corpo più esposte e fredde. Infatti, la temperatura è una delle componenti che incide in maniera importante sulla formazione dei cristalli che vanno a formarsi nelle articolazioni, responsabili della gotta. La fase acuta si protrae per almeno un paio di giorni per poi regredire fino a scomparire, la persona avverte un senso di pressione e gonfiore nella parte interessata, in alcuni casi accompagnati da febbre.

L’unico modo per prevenire la gotta è quello di condurre una vita sana ed equilibrata, curando soprattutto l’alimentazione, con attenzione per chi soffre di particolari malattie, come diabete o problemi ai reni. Come altre patologie non va di certo sottovalutata, perché se trascurata gli episodi possono diventare maggiormente frequenti e intensi, fino a interessare sempre più articolazioni e cronicizzarsi, compromettendo la stessa qualità della vita.

Diagnosticare la gotta è semplice, basta un esame del sangue in cui si rilevino i livelli di acido urico, oppure di effettua un prelievo di liquido direttamente dall’articolazione per verificare la presenza di cristalli. Successivamente si interviene con terapie specifiche che mirino a ridurre i livelli di acidi urici nel sangue, favorendo così la diminuzione o addirittura alla scomparsa dei tofi, masse nodulari a livello delle articolazioni, che provocano dolore . Inoltre, per contrastare il dolore possono essere prescritti analgesici oltre che antinfiammatori e nei casi più gravi cortisone.

In generale il consiglio è quello di stare a riposo e bere molta acqua per favorire il funzionamento dei reni, niente alcol o alimenti che contendono molte purine, come trota, sgombro, manzo, carni rosse, formaggi stagionati grassi, uova di pesce, insaccati, strutto, lardo, ecc… Infine è fondamentale controllare anche il peso, che può influire in maniera importante sulla comparsa della gotta. Attenzione anche a zuccheri semplici, maionese, frutta secca, latte intero, meglio prediligere quello scremato, asparagi, piselli e pomodori.

In tutti i casi è bene chiedere consiglio al medico, soprattutto se il dolore si protrae o non accenna a passare nonostante l’assunzione di farmaci.

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