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storia del disturbo bipolare

storia del disturbo bipolare

I primi a scoprire il disturbo bipolare furono i Greci

I primi a parlare di disturbo bipolare furono i Greci, i quali gia’ allora avevano coniato due termini importanti quali “mania” e “malinconia”, la prima che indicava la sensazione di eccessiva preoccupazione mentale, mentre la seconda stava ad indicare la condizione mentale di totale spegnimento dell’essere umano. Nell’antica Grecia i metodi per curare i soggetti affetti da disturbi dell’umore erano l’utilizzo del litio, tutt’oggi conosciuto, che veniva disciolto nel bagno e che aveva il potere di indurre uno stato di calma nel paziente, cosi’ da stabilizzarne l’umore. In realtà’ i soggetti con manifestazioni importanti e gravi del disturbo, aggressivi e incontrollabili, venivano giustiziati in quanto la credenza era che fossero posseduti da entità’ malvagie. Successivamente uno scrittore di nome Bonet pubblico’ un opera in cui veniva riportata una ricerca fatta su circa 3000 autopsie di pazienti con disturbo maniaco-depressivo, con cui si trovo’ un collegamento tra depressione “malinconia” e mania, dando quindi dei concreti strumenti per poter diagnostica il disturbo, considerando quindi la mania e la malinconia come episodi collegati e non piu’ come singole malattie.Le prime vere teorie sul disturbo bipolare vengono fatte risalire al 1854 in Francia, quando il medico scrittore Baillarger, parlo’ della scoperta di una malattia caratterizzata da sbalzi dell’umore che andavano da eccessiva euforia o rabbia “mania”, a momenti di totale assenza e passività “depressione”. Sempre presso la stessa accademia, piu’ tardi Jean-Pierre Falret, ripropose la medesima teoria parlando pero’ di “follia circolare”. Mentre il termine psicosi maniaco depressiva viene coniata da uno psichiatra tedesco di nome Emile Kraepelin, che aveva svolto una ricerca su soggetti i quali non erano stati sottoposti ad alcun trattamento, rilevando che la malattia di cui le persone sottoposte a osservazione erano affette, insorgesse a fasi alterne, e cioe’ con periodi in cui i disturbi di mania e depressione acuta si verificavano, e periodi in cui le manifestazioni e gli episodi cessavano di presentarsi, in cui i soggetti erano in grado di svolgere le mansioni quotidiane normalmente. Kraepelin fu il primo a distaccarsi dalle teorie di Freud, che riproponeva le cause sociali legate all’insorgenza del disturbo piuttosto che quelle biologiche, ampiamente sostenute dallo stesso Kraepelin. Ma solo con Mayer si parlo’ delle cause del disturbo, in relazione a possibili fattori sia biologici, ambientali e sociali che potessero portare all’insorgere della malattia. Mentre i termine bipolare e unipolare sono stati coniati solo nel 1957 dal tedesco Leonhard.

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arianna calvanese

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