La gastroenterite è un’infiammazione che può essere di origine batterica, più rara provocata da parassiti come Salmonella, E. Coli, Listeria o Staphylococcus aureus, solitamente legata all’ingestione attraverso alimenti. Quella virale causata invece da virus e più comune. Esistono molti tipi differenti che spesso colpiscono in periodi dell’anno diversi e fasce di età particolari, ma in generale non si discostano molto per la loro manifestazione piuttosto per periodo d’incubazione.

I principali sintomi della gastroenterite sono diarrea e vomito, accompagnati spesso anche da dolori addominali, febbre e mal di testa, provocati dall’infiammazione delle pareti intestinali e dello stomaco. Compaiono in genere da 12 a 48 ore successive al primo contatto, di durata variabile. Tutto dipende dalla capacità del sistema immunitario di rispondere, per alcuni virus  i sintomi possono addirittura prolungarsi per oltre 10 giorni. IN questi casi è fondamentale porre molta attenzione a soggetti più a rischio di complicazioni come anziani e bambini in particolare per il pericolo di disidratazione, anche i soggetti sani, in caso di gastroenterite, possano comunque andare incontro a conseguenze.

Infatti la disidratazione è la conseguenza più temibile in questi casi, in quanto il rischio è di compromettere il buon funzionamento di organi e apparati. In un bambino si può riconoscere attraverso una serie inconfondibile di sintomi come per esempio, lingue e bocca secca, pannolino asciutto, febbre, irritabilità eccessiva o sonnolenza, nei neonati anche un’evidente fontanella. Negli adulti si presenta con sete eccessiva, pelle secca, urina di colore molto scuro, senso di spossatezza e debolezza.

Il contagio può avvenire in vari modi, o per il contatto con persone o feci  infette, cibi contaminati, spesso anche per intolleranze, disordini o eccessi alimentari; persino da abuso di alcol o farmaci. Può incidere anche un cambiamento delle proprie abitudini alimentari, per l’alterazione del normale equilibrio della flora batterica intestinale.

Il virus si trasmette per scarsa igiene personale, come mani non lavate, condividendo alimenti con persone infettate e scambiandosi utensili come le posate e i bicchieri. E’ possibile però che alcuni soggetti pur avendo contratto la gastroenterite non manifestino sintomi o essi siano poco accentuati questa malattia. Questo significa che si può essere contagiati da persone portatrici del virus senza esserne a conoscenza. Persino dopo la scomparsa dei sintomi la persona che ha contratto la gastroenterite, soprattutto se si tratta del tipo virale, può essere ancora molto contagiosa. Questo perché i virus continuano a sopravvivere nelle feci anche oltre le due settimane successive alla guarigione.

I luoghi dove è più facile essere contagiati da gastroenterite sono in particolare gli asili, scuole, crociere, campeggi, collegi e anche nei ristoranti, quelli solitamente maggiormente affollati cioè dove è inevitabile stare a contatto con più persone, quindi le probabilità di contagio sono elevate.

Quando la gastroenterite è di origine virale in realtà non vi sono delle terapie farmacologiche per far passare tutto in un baleno. IN questi casi l’unica possibilità è quella di rimanere a riposo e aspettare che passi aiutando l’organismo a superare il disturbo con piccoli accorgimenti con particolare attenzione alla nostra alimentazione. Questo può essere utile anche per potere tenere sotto controllo i fastidiosi sintomi tipici della gastroenterite, quali vomito e diarrea.

La cosa migliore è quella di mangiare cibi leggeri facendo piccoli spuntini, soprattutto all’inizio. Vanno benissimo pasta, riso, cereali, pane, cracker, patate, olio extravergine di oliva a crudo ovviamente. Meglio evitare frutta e verdura, al massimo concedervi una banana, ottima per recuperare Sali minerali e vitamine, assorbire i liquidi intestinali in eccesso. Infine, è fondamentale bere moltissima acqua per evitare la disidratazione escludendo però bevande gassate, caffè, tè, succhi di frutta, alcool, latte e dolci.

Per riequilibrare la flora intestinale sono spesso consigliati anche l’assunzione di probiotici come l’enterogermina. Ottimo anche il limone e lo zenzero.

Per poter prevenire la gastroenterite ed evitare infezioni alimentari è indispensabile seguire delle precise norme igieniche e cercare d’insegnarle ai bambini fin da piccoli.

  • Lavarsi bene le mani prima di mangiare
  • cuocere bene i cibi
  • conservare bene gli alimenti sia crudi che cotti.
  • riscaldare i cibi precedentemente cotti
  • Bere solo acqua potabile e possibilmente imbottigliata e accuratamente sigillata.

Nel caso in cui i sintomi si protraggano per troppo tempo è sempre bene chiedere un parere del medico a maggior ragione se si tratta di soggetti ad alto rischio, bambini, anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse.

Per qualche consiglio potete consultare greenstyle.it

 

Comments

comments