La gastrite è un disturbo molto diffuso, causato dall’infiammazione della mucosa che riveste la parete dello stomaco, nonché la parte più a contatto con il processo di digestione. Essa si irrita e si arrossa, causando spesso bruciore e dolore, la cui intensità dipende dalla gravità dell’infezione. Questa però non è la regola, infatti, in alcune condizioni, in particolare quando si tratta di gastrite cronica, può non manifestare alcun sintomo. Tale infiammazione, dovuta a un elevato livello di acido cloridrico, la cui funzione all’interno dello stomaco è quello di contribuire alla digestione e sintesi del cibo. La gastrite quindi è legata a un aumento di questo composto particolarmente acido la cui produzione viene stimolata anche in assenza di alimenti, andando a intaccare la mucosa che inevitabilmente si infiamma, compromettendo così non solo la digestione, ma a lungo andare la funzionalità di altri organi.

Una patologia correlata a una serie di cause scatenanti. Ad esempio gli occidentali soffrono di questo disturbo persino per una questione di stress eccessivo e stati d’ansia, abuso di alcool, farmaci e fumo, oltre alla vita sedentaria e all’alimentazione sbagliata, intolleranze alimentari, senza escludere una predisposizione genetica. Tutti fattori che vanno a stimolare una produzione eccessiva di acido cloridrico, responsabile del problema. Mentre in altri paesi questa patologia può essere collegata anche a una questione igienica da cui dipende la diffusione di un batterio in particolare, che si annida proprio nella parete dello stomaco e prende il nome di batterio Helicobacter pylori.

La gastrite acuta a differenza di quella cronica, si presenta subito con specifici sintomi, quale bruciore, acidità, crampi allo stomaco, concomitanti alle volte a nausea e vomito. La seconda invece, come già accennato può essere asintomatica e avere un decorso più lento, rilevata soltanto attraverso specifiche analisi, un campanello d’allarme, la presenza di uno stato di forte anemia. Le cause principali potrebbero anche essere legate ad altre patologie o malattie, come l’AIDS, disturbi psicosomatici, insufficienza renale ed epatica, Morbo di Crohn e malattie autoimmuni, oltre che Helicobacter pylori.

La gastrite richiede una certa attenzione in quanto trascurarla potrebbe anche portare a stadi più gravi fino a un sanguinamento gastrico. I sintomi principali sono fiato corto, debolezza e pallore, vertigini o sensazione di svenimento, sangue nel vomito, feci nere e sangue rosso vivo. In questo caso ma in tutti i casi è sempre meglio rivolgersi al medico.

Ovviamente la gastrite è un disturbo che può essere prevenuto e controllato per alleviarne i sintomi. In particolare è bene seguire una dieta equilibrata, magari evitando cibi particolarmente acidi, come caffè, te, le bevande alcoliche, gasate, zuccherate. ecc…Da evitare sono carni rosse, pesci grassi o conservati, formaggi grassi, le spezie come pepe bianco e nero, aglio e peperoncino. No alla frutta acida come i limoni, mandarini, arance e persino alla frutta secca, ricca di grassi e proteine. Limitare il consumo di alimenti raffinati, quali pasta, pane bianco e cracker, meglio se integrali. Eliminare i cibi che producono gas latte, fagioli secchi e piselli, e alcuni frutti. Gli alimenti da preferire sono sicuramente carni bianche, riso, formaggi leggeri come la ricotta, yogurt, poi patate, carote, zucchine, finocchio e anche i legumi, è sottinteso, niente fritti o condimenti troppo grassi, pesanti per lo stomaco. Tutto può essere condito con olio extravergine d’oliva a crudo.

Poi vi sono alcune accortezze da seguire, regole utili per controllare e prevenire questo disturbo. Per prima cosa, fare pasti regolari senza restare a digiuno per lunghissimo tempo. Non mangiare prima di andare a dormire tanto meno sdraiarsi, masticare bene, bere spesso evitando acqua fredda soprattutto a digiuno. Fare movimento, ma soprattutto limitare lo stress, fumo e alcool. In altri casi, quando ad esempio il disturbo è cronico, farmaci che riducono la secrezione acida gastrica o che migliorano la motilità esofago-gastrica. Nei casi positivi all’Helicobacter può essere prescritta una terapia antibiotica eradicante.

Per ulteriori approfondimenti potete consultare ambientebio.it

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