La sindrome del colon irritabile IBS, è un disturbo abbastanza comune che interessa la funzionalità dell’intero apparato digestivo in particolare del colon. Un lungo tubo che raggiunge i 150 centimetri, necessario a collegare l’intestino tenue al retto e all’ano. La cui funzione è inoltre quella di assorbire i liquidi, le sostanze nutritive e sali minerali del cibo che arriva dall’intestino. Quando le pareti del colon si infiammano possono provocare dolori e fastidi alternando stipsi e diarrea. In questo caso di parla di colon irritabile, un mal funzionamento dell’apparato gastrointestinale.

I sintomi del colon irritabile possono diversificarsi anche per intensità da individuo a individuo. Solitamente la persona manifesta pancia gonfia, dolore addominale e soprattutto irregolarità intestinali, nausea e altri sintomi non solo fisici, persino, compromettendo spesso anche le relazioni sociali e la stessa qualità della vita.
I crampi addominali cominciano dal fianco sinistro espandendosi per tutta la pancia, oltre alla diarrea e/o stitichezza. È possibile che si noti la presenza di muco nelle feci, alitosi, difficoltà durante la digestione e senso di pesantezza. Soprattutto uno stato di malessere generale, compreso mal di schiena, stanchezza, spossatezza, incontinenza, sensazione di non aver svuotato completamente la vescica e dolore durante i rapporti sessuali, fino a veri e propri stati depressivi.

Sintomi che in realtà potrebbero dipendere da problemi ben più seri, come la presenza di polipi, il morbo di Chron, colite ulcerosa, persino la celiachia ecc. Il consiglio è quello di rivolgersi dal medico che approfondirà la situazione. Purtroppo non esistono però esami specifici per diagnosticare il disturbo, sarà il dottore a fare un quadro generale dei sintomi ed eventualmente sottoporre il paziente a esami mirati che possano dare informazioni utili per sapere con certezza che si tratti di colon irritabile. In questo caso potrebbero essere utile le analisi delle feci, gli esami del sangue e le radiografie, oltre che la , colonscopia, in modo da avere verificare lo stato del colon.

Le conseguenze del colon irritabile possono essere molteplici soprattutto se il disturbo viene a lungo trascurato e non si fa nulla per sanare la situazione o quanto meno tenerla sotto controllo.

Esiste la possibilità che si presentino diverticoli, sacche nel rivestimento del colon che si rigonfiano verso l’esterno, o anche ragadi ed emorroidi, entrambe fastidiose e particolarmente dolorose, fino al prolasso del canale anale, quando il retto si allunga all’esterno e sporge fuori dall’ano.

Le cause del colon irritabile possono essere diverse ma ancora vi sono tantissimi dubbi in merito. Alcuni studiosi sostengono che non si possa escludere una predisposizione genetica, significa che la persona tende ad avere un intestino più sensibile, di conseguenze maggiori saranno le probabilità che il disturbo si presenti soprattutto in concomitanza con fattori scatenanti, quali alimentazione scorretta o eccessivo stress.

Infatti, le cause psicologiche sono un aspetto da non sottovalutare in relazione al colon irritabile, quali stress e vissuti risalenti nel periodo dell’infanzia in concomitanza con altri fattori biologici, ambientali e sociali. Possono essere incisivi sulla comparsa del disturbo.

La maggior parte delle persone convive con questo disturbo che può anche dipendere da intolleranza ad alimenti, la vera causa scatenante. Per questo motivo una delle cure da prendere in seria considerazione è quella di capire quale sia l’alimento o gli alimenti che causano i sintomi, con l’esclusione e la reintroduzione di alcuni cibi, magari quelli più a rischio.

Come per esempio le bibite gassate; spezie, caffè, tè, latte, frutta come le prugne o pere, verdure quali spinaci, cetrioli, sedano, carciofi e cavoli, dolcificanti. In tutti i casi i medici consigliano di non fare pasti abbondanti ed evitare i cibi che fermentano come i legumi tra cui lenticchie e fagioli, o troppo grassi.

L’unico modo per prevenire o attenuare i sintomi del colon irritabile è riconoscere gli eventi che li provocano. Prima di tutto svolgere una vita sana ed equilibrata, fare attività fisica ed evitare i cibi che potrebbero accentuare o provocare l’infiammazione.

Non ci sono cure specifiche per trattare la sindrome dell’intestino irritabile. Il medico può consigliare degli integratori a base di fibre o dei lassativi, nei casi in cui la costipazione appare particolarmente grave.

In molti casi i farmaci o integratori a cui si fa ricorso consentano di tenere a bada il dolore, però potrebbero essere altrettanto efficienti, attività fisica, tecniche di rilassamento, soprattutto per le situazioni considerate a rischio.

Spesso vengono anche prescritti antispastici, fermenti lattici, antibiotici non assorbibili, anti-infiammatori intestinali. Persino tisane a base di piante carminative come camomilla, melissa e cumino.

Per approfondimenti potete consultare lastampa.it

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