L’artemisia è una pianta di cui oggi si sente spesso parlare, grazie ad alcuni studi preliminari, considerata da molti la possibile risposta al male che attanaglia l’umanità, il cancro, utilizzata attualmente per la cura di svariati disturbi.

Il suo nome è Artemisia vulgaris o conosciuta come Amarella, diffusa ormai in tutto il mondo non solo in Italia, appartiene alla famiglia delle Asteraceae, ma originaria della Cina. Vegetale che contiene lattoni sesquiterpenici, come absintina, anabsintina, artabsina, anabsina e anabsinina, oltre a flavonoidi. Da essa vengono estratti: olio essenziale ed estratto acquoso dalle incredibili proprietà. Possiede l’artemisinina e diidroartemisinina, che suscitano un certo interesse della popolazione scientifica, per la realizzazione di farmaci contro patologie oncologiche, ancora in via di sperimentazione.

Gli estratti da questa pianta sempre verde agiscono anche sul sistema nervoso, per questo somministrata per diverse patologie importanti, oltre che contro malattie sia di tipo batterico che di origine infiammatoria. In alcuni casi l’artemisia utilizzata contro gli insetti o addirittura per cucinare.

Infatti, vi sono tante varietà di artemisia dai benefici davvero infiniti. Nella medicina tradizionale usata per alleviare febbre e disturbi di tipo intestinale. Riduce i gonfiori addominali, regola la pressione sanguigna, previene le infiammazioni, adatta contro i sintomi influenzali con importanti proprietà antisettiche ed espettoranti. Depura il fegato e lo protegge da eventuali parassiti. Inoltre, rimedio naturale contro i dolori mestruali, amenorrea e irregolarità del ciclo mestruale. L’artemisia è anche il principio attivo per diversi farmaci contro la malaria e per prevenire malattie come il diabete, o semplicemente come rimedio per la stanchezza generale.

Una pianta davvero miracolosa per alcuni aspetti, allo stesso tempo è bene che l’assunzione sia controllata. Questo perché l’eccesso di artemisia potrebbe portare a vere e proprie intossicazioni, i cui sintomi principali sono vomito, nausea e diarrea, in alcuni casi anche dermatiti. La reazione potrebbe persino essere legata a un intolleranza alla pianta stessa, attenzione quindi per coloro che soffrono di allergia ai pollini.

Sconsigliata l’assunzione dell’artemisia per i bambini, le donne in particolare durante il primo trimestre di gravidanza, per la possibilità di causare difetti di nascita. Questo discorso vale anche per le semplici tisane di ogni tipo non solo in riferimento all’artemisia. Da assumere con grande attenzione a maggior ragione durante un periodo così delicato. In quanto alcune erbe possono stimolare contrazioni uterine provocando nei casi peggiori aborti. Significa che bisogna sempre fare attenzione e consultare il medico. In tutti i casi meglio evitarne l’impiego nei primi tre mesi di gravidanza. Altrettanto durante l’allattamento e per coloro i quali soffrono di ulcere intestinali o epilessia. Per approfondimenti potete consultare blastingnews.com

L’artemisia annua nel nostro paese si trova in farmacia, oppure anche in erboristeria. Venduta in polvere, capsule, oli essenziali e foglie essiccate per infusioni. Attenzione al dosaggio è bene o avere indicazioni dal medico e leggere sempre il foglietto illustrativo.

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