La melatonina è un ormone che viene prodotto dal nostro organismo, in particolare da una piccolissima ghiandola che prende il nome di pineale. Una sostanza che agisce sull’ipofisi, cioè su quella parte del cervello responsabile del sonno. Questo significa che la melatonina assume un ruolo di grande importanza in quanto regola il ciclo veglia-sonno. Il nostro orologio biologico, o anche indicato come ritmo circondariano. Un sistema assai complesso che si regola in base a una serie di stimoli esterni, come per esempio luce e temperatura. IN questo caso la melatonina ha il compito di diminuire la frequenza cardiaca, così da indurre i muscoli a rilassarsi fino al sonno. Si può ben dedurre che un adeguato livello di questo ormone è fondamentale per il mantenimento della salute e la prevenzione del processo d’invecchiamento. Inoltre, diviene essenziale non solo per allungare la vita ma anche affrontare malattie e ancor di più contrastare lo stress, infine ridurre i rischi di cardiopatia e a proteggere dal cancro. Infatti, la melatonina migliora le difese immunitario, rendendo l’organismo molto più forte di quanto si pensi. Considerato pertanto uno dei più potenti antiossidanti, che ci aiutano nella continua lotta contro i radicali liberi e tantissime malattie più o meno gravi.

La melatonina raggiunge picchi elevati di rilascio durante la notte, inducendo così l’organismo a percepire un certo senso di rilassamento già a calar del sole. Un processo naturale che se interrotto, ad esempio invertono i ritmi di veglia-sonno, a lungo andare può comportare complicazioni, incidendo notevolmente sull’intera qualità della vita.

Infatti, il problema non interessa esclusivamente dormire poco o essere più stanchi, la scarsa produzione di melatonina può ripercuotersi anche sulle nostre capacità d’attenzione, persino sui tempi di riproduzione degli ormoni femminili. Incidendo notevolmente sullo stesso ciclo mestruale e su tutti i sintomi che lo precedono. Aumentano persino i rischi di diabete e l’aumento di peso, legati il primo alla maggiore produzione d’insulina e la seconda per la ricerca continua di cibi zuccherati soprattutto in condizione di stanchezza. Infine, il mal di testa, le ricerche hanno infatti dimostrato che alti livelli di melatonina riducono notevolmente il numero di fastidiosi mal di testa durante un determinato arco di tempo. Riduce i rischi di depressione e stabilizza il funzionamento della tiroide e quella ovarica.

Questa sostanza non viene prodotta sempre allo stesso modo durante l’arco della vita, infatti si registrano livelli elevati per lo più nella prima infanzia per poi diminuire gradatamente raggiungendo percentuali molto basse in età avanzata.

La perdita dell’attività ritmica della melatonina, può comunque essere integrata con trattamenti specifici che rallentano le funzioni dell’organismo e inducono al riposo. In genere integratori a base di melatonina vengono consigliati a soggetti che soffrono d’insonnia, bambini con disturbi importanti quali autismo, paralisi celebrale, anche negli individui non vedenti, visto l’influenza che la luce può avere sul ritmo veglia-sonno, ecc, o semplicemente per coloro che lavorano durante la notte e combattere la sindrome jab lag, disorganizzazione del proprio orologio biologico, o anche detta sindrome del fuso orario.

La melatonina è dunque considerata una sostanza naturale da poter integrare laddove risulti essere necessario, nonostante ciò attenzione ai dosaggi sia per grandi che per piccini. Esistono dei possibili effetti collaterali, come ad esempio mal di testa, vertigini e sonnolenza rischiosi magari per coloro che svolgono lavori che richiedono una certa attenzione. La melatonina potrebbe anche interferire con la pressione sanguigna, il diabete, aumentando persino il rischio di coagulazione del sangue. Altri rischi sono tachicardia e in alcuni casi anche depressione, in particolare per coloro affetti da disturbi dell’umore. Non esistono comunque dati che rilevino gli effetti in merito a trattamenti di melatonina a lungo termine.

Casi più rari sono: disturbi del movimento, l’ipertensione, riduzione della salivazione, senso di stanchezza, infiammazioni e reazioni allergiche, svenimenti, crampi. Meglio evitare integrazioni di melatonina per coloro che soffrono malattie immunitarie, insufficienza epatica, le donne in gravidanza o allattamento e chi è affetto da allergie croniche.

La melatonina non crea dipendenza, ma la cosa importante è evitarne l’abusi, perché dosi elevate possono essere equiparati a veri e propri farmaci. Ancor prima di ricorrere a integratori, meglio intervenire migliorando il proprio sonno, a maggior ragione se si tratta di bambini. La melatonina per chi non lo sapesse, si trova anche in alcuni alimenti, quali noci, orzo e olive, ma può essere ingerita con semplici tisane oppure compresse e sciroppi. Il consiglio è quello di chiedere consiglio al medico per capire insieme come e se assumere melatonina, soprattutto se si tratta di bambini.

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