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E63097 A medical visualization of a Herpes Virus isolated on black.

Chi l’avrebbe mai detto che il famosissimo fuoco di sant’antonio non è altro che varicella. Infatti, la connessione tra le due è davvero poco logica, invece la verità risulta essere un’altra. Questa è una malattia tutt’altro che sconosciuta,  colpisce una altissima percentuale di persone soprattutto in età avanzata anche dopo i sessanta, senza però escludere la comparsa in soggetti giovani. Qual è dunque la connessione tra il fuoco di sant’Antonio e la comune varicella dei bambini. Si tratta in poche parole dello stesso virus, infatti i più soggetti alla comparsa di questa malattia conosciuta anche come herpes zoster, sono proprio coloro i quali da piccoli hanno contratto la varicella. Accade che il virus rimane per molto tempo latente nel corpo della persona, per poi ripresentarsi in un secondo momento. Chiaramente sono stati rilevati dei fattori scatenanti, come per esempio la presenza di tumori, oppure l’uso o l’abuso di particolari farmaci. In conclusione le persone con problemi a carico del sistema immunitario.

Risulta abbastanza chiaro che il fuoco di sant’Antonio può verificarsi solo in individui che hanno già avuto la varicella. Per chi non lo sapesse, questa malattia non è contagiosa per via aerea ma solo venendo a contatto con il liquido contenuto nelle pustole. Solitamente preceduta da febbre alta anche negli adulti. Solo dopo si verifica la comparsa delle vescichette che hanno la particolarità di essere particolarmente dolorose, molti infatti avvertono spesso un fastidioso bruciore.

I veri problemi però non sono le manifestazioni cutanee che si verificano soprattutto nella zona toraciche o addominali. In verità esiste in alcuni casi la possibilità che vengano colpiti, i nervi cranici con serie e conseguenti lesioni oculari e uditivo-facciali, dovuta alla nevralgia post erpetica. Si tratta di una rara sindrome neuropatica che emerge solo dopo poche settimane dall’insorgere delle eruzioni cutanee. Questo disturbo può perdurare anche alcuni mesi. Sindrome molto dolorosa e altrettanto difficile da poter curare, colpisce prevalentemente coloro i quali manifestano il fuoco di sant’Antonio dopo i 60/65 anni. In quanto in questi casi vi sono maggiori probabilità che si verifichino complicazioni, con fitte e dolore molto forti.

In gravidanza invece il virus herpes zoster non comporta infezioni o malformazioni del feto, spiegato dal fatto che il piccolo è già immunizzato dagli anticorpi trasmessi dalla madre. Discorso completamente differente è nel caso in cui la madre contrae la varicella per la prima volta. Per approfondimenti sul tema potete consultare vitadidonna.it

Il fuoco di sant’Antonio nelle donne in dolce attesa non comporta particolari controlli oltre a quelli previsti per la madre durante la gestazione. La situazione che richiede maggiore cautela è nel caso in cui l’infezione si sia localizzata a livello vaginale e la donna partorisca naturalmente. In questo caso anche il neonato può essere contagiato, con tutte le possibili complicazioni che una malattia come questa potrebbe provocare al bambino così piccolo.

Il fuoco di Sant’Antonio o herpes zoster generalmente in risolve in un paio di settimane scomparendo da solo. Per alleviare il bruciore e il dolore che esso provoca vengono generalmente prescritti farmaci antivirali e delle pomate proprio per dare un po’ di sollievo, oppure esistono rimedi naturali. Come per esempio oli essenziali e agopuntura.

Infine, oggi è anche possibile una vaccinazione contro il Fuoco di Sant’Antonio, vaccino contenente il virus attenuato del Varicella Zoster. Questo viene somministrato per via sottocutanea in una sola dose, riducendo la possibilità di ammalarsi del 64% in particolare per i soggetti tra i 60 e i 69 anni. La cosa più rilevante che riduce l’insorgenza di complicazioni negli ultrasettantenni. Questo vaccino infatti, fa in modo che il virus non si riattivi. Sconsigliato per bambini, adolescenti, donne in gravidanza e soggetti ipersensibili.

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