L’emoglobina è riconosciuta come una proteina che ha un ruolo fondamentale per la vita di qualsiasi individuo. Una molecola trasportata dal sangue, in particolare presente nei nostri globuli rossi, che grazie alla loro struttura riescono a portare l’emoglobina in tutti i tessuti in modo che possa svolgere il proprio compito. Trasportare l’ossigeno che viene introdotto nel nostro organismo e riprendere gli scarti fatti uscire attraverso la respirazione. Questo per far si che tutti gli organi possano avere il nutrimento sufficiente per continuare a funzionare in maniera corretta.

L’emoglobina è oltretutto fondamentale in quanto serve per capire se tutto funziona proprio come dovrebbe, quindi in base ai valori rilevati attraverso una semplice analisi del sangue, si possono avere utili informazioni sulla presenza di anomalie. Per varie ragioni infatti, questa proteina può non essere nelle condizioni di funzionare come dovrebbe, e si capisce quando i risultati clinici mostrano valori inferiori a 12 g/dl per gli uomini, in questo caso si parla di emoglobina bassa, al di sotto di 11 g/dl per le donne.

I valori considerati normali ovviamente variano in base all’età e al sesso, ad esempio, neonati: 17-22 g/dl, a una settimana di vita invece i valori sono 15-20 g/dl, a un mese 11-15 g/dl. Nei bambini vanno da 11-13 g/dl. Uomini dopo la mezza età, 12.4-14.9 g/dl, mentre le donne dopo la mezza età: 11.7-13.8 g/dl. Al di sopra dei valori di riferimento, parliamo invece di emoglobina alta.

Le cause responsabili di un’alterazione dei valori dell’emoglobina possono essere varie, distinguendosi per livelli più elevati del normale o inferiori. Nel caso in cui i risultati dell’emocromo rilevino una situazione di valori superiori, quindi un emoglobina alta, sarà per lo più imputabile a fattori quali: condizioni di salute precaria provocate da disidratazione e perdita elevata di liquidi; farmaci; Malattia di Vasquez o anche fumo, infine alcune patologie particolarmente gravi come forme tumorali, fibrosi polmonare, le malattie cardiache congenite e del midollo osseo. La cui presenza determina un quadro generale anomale e dunque non considerando i valori di emoglobina gli unici campanello d’allarme. A questi si aggiungono particolari condizioni climatiche, come ad esempio l’alta montagna dove l’aria è più rarefatta, cioè con meno ossigeno.

Quindi per capirci, avere l’emoglobina alta significa che i livelli di ossigenazione del sangue sono piuttosto scarsi, inducendo così l’organismo, a una maggiore produzione di questa proteina, al fine di garantire un’ossigenazione adeguata dei tessuti.

Quando invece si parla di emoglobina bassa, si tratta di livelli inferiori nel sangue di questa proteina, causata da patologie anche molto gravi, come: leucemie, mieloma multiplo; linfomi, mielodisplasie o per malattie genetiche; infezioni batteriche; lupus; morbo di Addinson. Più semplicemente in gravidanza, a seguito d’interventi chirurgici per la perdita di sangue; l’assunzione di particolari farmaci; condizione abbastanza normale per le perdite ematiche durante il ciclo mestruale. Infine, l’abbassamento dell’emoglobina risulta essere un fenomeno molto comune soprattutto quando è collegato a fattori di tipo nutrizionale, in particolare per quanto riguarda la carenza di ferro, di acido folico e vitamina B12, in questo caso di parla di anemia perniciosa.

E’ facile riconoscere i tipici sintomi legati a una condizione di emoglobina bassa, generalmente ci si sente sempre stanchi, associata a palpitazioni, vertigini, mal di testa, affanno e freddo agli arti, gengive chiare. Nonostante questa ultima condizione potrebbe dipendere da un semplice deficit alimentare, non bisogna mai trascurare la situazione, i rischi potrebbero essere anche gravi, come per esempio l’infarto, proprio per lo sforzo che il cuore fa per garantire un’adeguata apporto di ossigeno ai tessuti.

I soggetti più a rischio sono sicuramente gli atleti, per lo sforzo fisico che alcuni sport richiedono, per questo l’alimentazione corretta diventa fondamentale. I vegetariani e i vegani, in cui l’abbassamento dell’emoglobina è dovuta alla scarsa quantità di ferro, proprio per l’abolizione di alimenti come la carne. A questi si aggiunge la gravidanza e il parto, oltre ai soggetti anziani per cui la causa è fisiologica raggiunta una certa età.

Le terapie che solitamente vengono indicate dipendono molto dalle cause scatenanti del problema. Solitamente quando tale condizione e mancanza dipende dall’alimentazione o dallo sforzo fisico, vengono date indicazione su cosa mangiare per poter far si che la situazione ritorni normale. Quindi più carne, frutta secca, broccoli, spinaci, legumi, e vitamina c contenuta in frutta e verdura come fragole e kiwi, che aiutano l’organismo ad assimilare il ferro. In generale è importante un’alimentazione varia ed equilibrata. Evitando caffè, tè, come anche i latticini, e alcuni cereali, oltre che la crusca, o almeno non abusarne.

 

Oltre all’alimentazione spesso è consigliato l’aiuto d’integratori di vitamine e ferro. Nei casi più gravi, si possono anche prevedere trasfusioni e la cura delle patologie che hanno portato come conseguenza l’alterazione dei livelli dell’emoglobina.

La carenza di ferro è una situazione piuttosto comune anche nei bambini, solitamente il piccolo appare meno vivace del solito o non particolarmente affamato, accusando persino dolori alla testa. E’ possibile che si noti un’irritazione della mucosa della bocca o anche agli angoli delle labbra fragilità delle unghie e capelli. Potete controllare la parte inferiori delle palpebre, che in questo caso saranno più chiare del normale come anche le gengive.

Una condizione di ferro basso può presentarsi nei bambini già nelle prime settimane di vita. Soprattutto tra il terzo e il quarto mese di vita. Una risposta fisiologica legata alla necessità da parte dell’organismo per fronteggiare la crescita rapida. Situazione che si risolve con lo svezzamento, quando l’alimentazione comincia a essere varia e ricca di tanti nutrimenti essenziale per la crescita. Nel caso in cui la condizione persista, allora è bene rivolgersi al medico per approfondire la situazione e individuare la problematica.

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