Reflusso gastroesofageo neonato.

 

reflusso gastroesofageo neonato – può essere molto frequente e solo di rado presenta delle vere e proprie caratteristiche patologiche. La cosa migliore è sempre quella di farsi seguire da un pediatra nella crescita del proprio bimbo, per controllare che il reflusso gastroesofageo neonato si presenti secondo le normali apparenze e non abbia altre conseguenze. Infatti il reflusso gastroesofageo neonato passa con la crescita del bambino che manifesta normalmente questo “rigurgito” entro le 8 settimane di vita e interessa circa il 40% dei lattanti. Il controllo dal pediatra verrà effettuato secondo prescrizioni, ma normalmente il reflusso del materiale gastrico avviene quasi sempre e sul lato della bocca. Allarmante potrebbe essere se il fluido che il bambino rimette è di colore verde e giallo-verde.

reflusso gastroesofageo neonatoIn questo caso, come nel caso di altri problemi e di persistenza del rigurgito o anche nella quantità di materiale rimesso, allora bisognerà avvertire il pediatra.

Oltre ad un reflusso gastroesofageo, il rigurgito potrebbe essere dovuto anche a un’intolleranza al lattosio oppure ad una alimentazione a base di latte artificiale. In questi casi alcune analisi lo riveleranno, se il reflusso gastroesofageo neonato è dovuto appunto ad un allentamento della valvola del cardias, alla bocca dello stomaco, oppure se ci sono altri fattori da considerare. Esiste anche la possibilità di un rimedio chirurgico, ma, come per le persone adulte, questo rimedio non può essere facilmente praticato e interessa comunque un ristretto numero di neonati. Per quanto riguarda i farmaci, ci sono due strade: farmaci che riducono la secrezione dell’acido e farmaci che bloccano la pompa protonica. In presenza di sintomi effettivi e non isolati, il pediatra valuterà l’impiego dei farmaci per 4 settimane.

Per quanto riguarda gli accertamenti diagnostici, phmetria esofagea, endoscopia, RX digerente sono le analisi che in accordo con il pediatra e il gastroenterologo soltanto in alcuni casi particolarmente indicativi dovranno essere effettuati per verificare che la presenza dei succhi gastrici nell’esofago e in altri tessuti non oltrepassino determinati valori standard tollerabili. I sintomi più preoccupanti che devono far allarmare il pediatra e i genitori sono sicuramente la risalita di materiale gastrico di colore verde o giallo-verde che indica la presenza di bile e di sangue, il pianto prolungato e il progressivo rifiuto del cibo che porta, o è associato a, una riduzione della crescita. Inoltre la persistenza del reflusso gastroesofageo neonato dopo il compimento di un anno del bambino è di per sé un elemento sufficiente per ritenere necessario provvedere al ricorso terapeutico oltre il normale.

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