macchie pelle e melanina. Cerchiamo di capirci qualcosa in più

Macchie della pelle, che stress!

Le macchie della pelle sono un inestetismo cutaneo molto brutto. Possono essere di vari tipi e curate in diversi modi.

Frequentemente, durante la gravidanza, a causa di un elevata esposizione al sole o con l’avanzare dell’età possono comparire improvvisamente delle macchie di melanina.

Molte delle visite operate dai dermatologi a fine estate, riguardano le odiose macchie sulla pelle che, apparendo quasi all’improvviso, destano non poche preoccupazioni. La causa principale dell’insorgenza di queste macchie è dovuta al sole e alla melanina. Cerchiamo di capire perché.

 

Il compito principale della melanina, un pigmento di colore rosso o bruno presente nelle cellule dette melanociti, è quello di proteggere la pelle dall’esposizione eccessiva ai raggi del sole, i quali possono essere decisamente dannosi, specialmente se assorbiti in quantità importanti. Con la produzione di melanina si forma una sorta di barriera protettiva sulla nostra cute, la quale assume il caratteristico colore scuro dell’abbronzatura. La sola melanina, però, non è sufficiente a organizzare una barriera protettiva che renda immuni dalla penetrazione dei raggi ultravioletti provenienti dal sole; quei raggi che, non filtrati sufficientemente dalla nostra atmosfera, sono fra i più dannosi.  Quando l’esposizione ai raggi solari è eccessiva, c’è comunque il rischio concreto che i pigmenti si addensino di più in alcune zone della cute, dando luogo, per l’appunto, a macchie che possono destare preoccupazione. Così come, nel momento in cui progressivamente l’abbronzatura ci abbandona, è possibile che queste macchie rimangano sul nostro corpo, tendendo a scomparire con maggiore lentezza.

Ma, di là dell’esposizione nuda e cruda ai raggi solari, esistono alcuni fattori di rischio che possono favorire l’apparizione di queste macchie, o addirittura aggravarle: l’inquinamento atmosferico è uno di questi. Le polveri sottili presenti sull’atmosfera, infatti, tendono a depositarsi in quantità non indifferenti sulla pelle, rendendola più sensibile ed esposta agli agenti esogeni nocivi, come, per l’appunto, i raggi ultravioletti. La pelle ha un ciclo vitale che dura circa venti anni e si rinnova ogni ventuno giorni. Con il passare del tempo, però, la nostra cute tende alla discromia cioè alla variazione di colore, a volte anche marcata, in alcuni punti. Nella stragrande maggioranza dei casi, questo è un fenomeno fisiologico perfettamente normale. Ma quando la discromia si verifica in età non avanzata e in assenza di esposizione ai raggi solari, è bene farsi visitare da un buon dermatologo.

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Categorie: editoriale

arianna calvanese

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