emicrania mal di testa-solo chi ne soffre può capire

emicrania mal di testa- chi ne soffre ne è ossessionato: vive nella costante paura che possa arrivare.

E quando arriva emicrania-mal di testa è un incubo: il dolore si impossessa di noi è come un fuoco che arde la nostra testa fino a farci impazzire. Il dolore è talmente grande che si piange, si vorrebbe morire…

I più fortunati, se la cavano nel giro di un oretta con qualche antidolorifico. Ma non sempre è cosi.

emicrania mal di testa: capirne le cause e combatterle

Prima di tutto bisognerebbe capire le cause del mal di testa. Nel mio caso,ad esempio, è la cervicale.

Quindi il dolore parte dal collo ed irradia la testa ed il braccio distruggendoli.

Un dolore atroce, da cui solo il Brufen mi salva.

Questa è invece la testimonianza di una mia lettrice che ha sconfitto emicrania mal di testa con la sua forza di volontà.

Che la causa fosse lo stress, una questione ormonale, o, semplicemente, una cena fuori, inevitabilmente, l’effetto era sempre lo stesso: un mal di testa esagerato, accompagnato da nausea, che la costringeva a letto, per giorni, al buio, completamente isolata dal mondo.
Cefalea. Il neurologo era stato abbastanza chiaro a riguardo e le speranze di guarigione pressoché nulle. “E’ una condanna che l’accompagnerà per la tutta la vita” le aveva detto.
Nel frattempo, le aveva provate tutte: medicine normali, omeopatiche, integratori, ma l’unico rimedio efficace si erano rivelate delle supposte dagli effetti collaterali devastanti.
Si era rivolta poi ad un centro cefalee e anche lì la risposta era stata lapidaria: “Non c’è un rimedio contro la cefalea, dovrà conviverci, le supposte l’aiuteranno”.
E la sua vita, scorreva, effettivamente scandita da attacchi improvvisi di mal di testa , invalidanti sia per il lavoro, che per la vita privata.
Finché un giorno, sua cugina, afflitta dallo stesso male, le aveva detto: “Ho risolto il nostro comune “nemico” con una dieta”. “Con una dieta?” aveva risposto lei piuttosto scettica di fronte ai rimedi fai da te.
In realtà, sua cugina si era rivolta ad uno specialista in scienza dell’alimentazione che, con un test sulle intolleranze alimentari, eseguito con metodica EAV, le aveva prescritto un regime alimentare controllato, finalizzato all’eliminazione definitiva del problema.
Quindi era emerso che, la causa della loro comune condanna, era, in realtà, un’intolleranza ad alcuni cibi.
Non aveva mai pensato ad una correlazione con gli alimenti, ma effettivamente, a volte, dopo una cena, o anche solo dopo aver bevuto del vino, il mal di testa compariva all’improvviso.
Cosi si era decisa ad andare dalla specialista, ed era emerso che, anche lei, era intollerante a latticini, lattosio e lieviti. Esattamente come sua cugina.
Per tre mesi aveva dovuto rinunciare ad alimenti che contenevano latticini, lattosio e lieviti: formaggi, biscotti, latte, yogurt, panna, torte, caramelle, cioccolato, ma anche pane, pizze, focacce, frutta secca, insaccati, salame, birra, alcool, maionese e bibite gassate: tutti i suoi cibi preferiti, praticamente.
Si era dovuta forzatamente convertire a the verde, latte di soia, fruttosio, pasta e riso integrali, e gallette di riso, dando inoltre la preferenza ad alimenti come frutta, verdure cotte, uova, carne bianca e pesce, in quantità non troppo restrittive, per fortuna.
Aveva dovuto abbinare gli sforzi in cucina, con lunghe passeggiate nella natura, a piedi o in bicicletta.
Ma alla fine, ce l’aveva fatta. Dopo tre mesi, e cinque chili persi – che non guastano sicuramente mai – si era sentita leggera, una pelle invidiabile, un’energia mai provata e una voglia di vivere non comune.
Le intolleranze erano scomparse, così come la sua cefalea.
La sua forza di volontà, unita ad uno stile di vita sano, avevano avuto la meglio sul nemico.

Purtroppo, invece, ci sono casi in cui l’emicrania è davvero incurabile.

Mi ricordo una mia professoressa di tedesco dell’università che soffriva di emicrania a grappolo.

Quando le venivano gli attacchi di cefalea era costretta a mettersi in malattia, si chiudeva al buio in una stanza e piangeva.

Il dolore poteva anche durare per più giorni.

Ha sempre detto che avrebbe dato qualsiasi cosa per riuscire a curare quel male che le oscurava la vita.

 

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arianna calvanese

seo e blogger per passione