La marijuana è una sostanza con proprietà psicoattive, indicata come una vera e propria droga per il suo contenuto di principi attivi, come tetraidrocannabinolo o THC e il cannabidiolo o CBD, che possono alterare lo stato mentale di una persona.

Essa viene da un tipo di pianta che prende il nome di canapa indiana o cannabis, da cui derivano anche l’hashish oltre che la stessa marijuana. In realtà un vegetale che ha una storia di migliaia di anni, infatti in tempi antichi era conosciuta e utilizzata in svariati modi. Come sostanza terapeutica, rituale e stupefacente, diffusa in Asia e anche in Europa. La coltivazione e l’uso della cannabis possono di certo vantare una lunga tradizione, inoltre impiegata persino nella realizzazione di stoffe. Già allora erano ben conosciuti i suoi effetti, dati dal contenuto di un principio attivo, “THC”, colpevole delle conseguenze psico-fisiche. La percentuale di THC presente nella sostanza determina l’effetto che questa ha sull’individuo, che in verità non è sempre uguale, ma dipende dal tipo di cannabis e da come essa viene coltivata. Per questo motivo la quantità del principio attivo e di conseguenza la sua potenza varia, e si deduce chiaramente che non è possibile affermare con certezza che la marijuana sia una sostanza più leggera dell’hashish, come generalmente si crede. Tutto dipende dalla quantità di principio attivo presente.

Ma quali sono gli effetti a breve e lungo termine? In generale l’assunzione di droghe come l’hashish e la marijuana hanno degli effetti piacevoli, come per esempio euforia e disinibizione, rilassatezza, leggerezza, alterazione della percezione del tempo, calma interiore, stimoli rallentati ecc. Molto però dipende dalla persona che ne fa uso, vi sono soggetti che manifestano sensazioni spiacevoli, quali disorientamento, confusione, paura, panico e delirio soprattutto nei casi di sovradosaggio.

Poi vi sono le manifestazioni fisiche, come gli occhi rossi, vertigini, rilassamento muscolare, palpitazioni ecc. Esistono ovviamente le conseguenze a lungo termine che dipendono dalla concomitanza di vari fattori. Come quantità di droga assunta, dosaggio, frequenza, durata dell’assunzione, lo stato di salute generale della persona e le condizioni di consumo. Tutta una serie di variabili che incidono a lungo andare sulle condizioni sia fisiche che psichiche della persona.

I primi seri effetti per consumatori abituali nel tempo riguardano per lo più disturbi psichici, anche se non vi sono dati certi. Il rischio sono psicosi gravi e allucinazioni, depressione, schizofrenia. Disturbi dell’umore, dell’ansia, della capacità di concentrazione, che comunque possono incidere sulla qualità della vita di una persona. A essi si affiancano anche i danni fisici imputabili ai comuni fumatori, quali tosse, catarro, malattie respiratorie, cancro, infertilità ecc…senza dimenticare il rischio di dipendenza non solo psichica ma persino fisica. Chiaramente le problematiche aumentano in maniera esponenziale in relazione alla precocità di consumo della cannabis.

Medical marijuana buds in large prescription bottle with branded cap on black background

Detto ciò vi sono degli studi che hanno chiaramente evidenziato l’efficacia terapeutica della marijuana per contrastare i disturbi legati alla cura del cancro e patologie degenerative. Nello specifico contro i gravosi effetti collaterali delle chemioterapie e radioterapia, come vomito, nausea e dolori. Soprattutto quando non esistano altre alternative. Utile per la stimolazione dell’appetito in casi quali cachessia, anoressia nervosa, chiaramente nei pazienti oncologici o affetti da Aids. La cannabis terapeutica può essere un valido alleato in alcune malattie come la sindrome di Tourette, al fine di limitare i movimenti involontari del corpo.

Un prodotto controllato e realizzato con un determinato quantitativo di THC, proprio a scopo terapeutico, da assumente per inalazione, considerato più efficace, oppure in pastiglie. Come tutti i farmaci, anche se si tratta di una sostanza naturale, vi sono sempre dei possibili collaterali, persino in caso di assunzione terapeutica, come tachicardia, alterazione dell’umore, ansia, insonnia. Apatia, problemi di memoria e di concentrazione. Per molti un’ottima alternativa, sempre più diffusa a tale scopo con cui la ricerca si cimenta per trovare una soluzione adatta che ha davvero grande potenziale contro patologie come il cancro, attuale piaga della nostra società.

Per approfondimenti potete leggere un interessante articolo su ilfattoquotidiano.it

C’è anche un’ulteriore novità, adesso in Italia è possibile acquistare della cannabis legalmente, attenzione però perché non ha nulla a che fare con la cannabis terapeutica e l’effetto che produce risulta essere esclusivamente rilassante. Un tipo di marijuana controllata con una percentuale di THC quasi assente, il noto tetraidrocannabinolo dagli effetti psicotropi, ma ricca di CBD. Livelli ammessi dalla legge e quindi liberamente commercializzata, in negozi specializzati e persino online, assolutamente vietata la vendita ai minori di 18 anni.

Non vi sono controindicazioni se non delle problematiche legate piuttosto al possesso, come per esempio la difficoltà di distinguere quella legale da quella illegale nel caso in cui si viene fermati. Un’altra assurdità riguarda la legge che accompagna la legalità di questa sostanza, essa stabilisce che la cannabis light non può essere fumata. Come ben si sa l’utilizzo fatto è soprattutto quello per la maggior parte di coloro che l’acquistano. Un altro problema rilevante, il fatto che vi è una percentuale ancora alta di giovani che vanno alla ricerca di droghe più pesanti, con alti tassi di THC, fenomeno che sarà difficile da arginare.

La cannabis light sta davvero avendo un grande successo in Italia e esistono tantissime varianti, tutte rispettivamente coltivate senza l’utilizzo di alcun additivo chimico, controllate, recise a mano ed essiccate naturalmente.

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