L’Ansia deriva da angere che tradotto significa “stringere”, si tratta di un effetto che si presenta in vari momenti della vita di una persona e in situazioni particolari o potenzialmente pericolose. E’ considerata spesso una risposta abbastanza normale, fisiologica, che si presenta in condizioni difficili, quasi una sorta di capacità di adattamento naturale, sia dal punto di vista comportamentale che psicologico.

L’ansia, non può dunque essere considerata sono un limite o un disturbo, in realtà si tratta di una risorsa. Una risposta fisiologica che diviene essenziale per superare momenti difficili e proteggerci dai rischi, mantenendo lo stato di allerta e migliorando le prestazioni, proprio come avviene quando ci troviamo a dover affrontare un esame.

L’ansia è però considerata uno stato patologico, in particolare quando raggiunge livelli tali da ostacolare persino la vita sociale di una persona. Determinando così una limitazione della capacità di adattamento dell’uomo, e di evitamento di tutte quelle situazioni considerate come potenzialmente pericolose, che in realtà non lo sono. Cioè quando essa diventa eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni reale, In questi casi ci troviamo di fronte a un disturbo d’ansia che si presenta anche in assenza di cause esterne scatenanti, in questo caso si parla di Ansia generalizzata.

L’ansia anticipatoria, invece, ha breve durata ed è scatenata da un segnale reale o immaginario, che viene associato con il pericolo. Gli attacchi di panico sono attacchi d’ansia intensi che si risolvono rapidamente, durante i quali si prova un improvviso senso di grave pericolo come per esempio: paura di morire, paura d’impazzire e di perdere il controllo. Sono caratterizzati da un’attivazione somatica molto marcata, con sintomi fisici intensi quali palpitazioni, vertigini fino ad arrivare a un senso di totale assenza ed estraniamento dalla realtà. Tachicardia, cefalea, tremore, tensione muscolare e irrequietezza, nausea, sudorazione eccessiva, formicolio alle estremità di mani e piedi e intorno alla bocca. La sensazione di mancanza di respiro, abbastanza frequente nei disturbi d’ansia. Il primo tra tutti è la paura di rivivere l’episodio d’ansia, si creano così dei circoli viziosi che inevitabilmente diventano dei limiti per chi ne è affetto.

Le cause che generano un disturbo d’ansia possono essere diverse, visto che si tratta della mente umana non si può affermare con assoluta certezza l’origine patologica di questo disturbo. Alcuni studi parlano di alterazioni nella capacità di adattamento agli stimoli esterni dati ad esempio da fattori genetici ed ereditari. Infatti delle ricerche hanno rilevato che nel 50% dei casi, il soggetto con disturbo di panico ha almeno un parente affetto da un’analoga patologia. Inoltre, con molta probabilità a incidere fortemente sono anche gli stili di vita intensi, come ad esempio i ritmi di lavoro molto frenetici, eventi traumatici, oltre all’ abusi di sostanze psicotrope per le quali è stata riconosciuta l’esistenza del disturbo d’ansia indotto da sostanze, riconosciuto e introdotto nel DSM-V-TR. Infine, disequilibri più o meno naturali di sostanze chimiche nel cervello, come la serotonina.

I disturbi d’ansia, purchè siano diagnosticati come tali vengono trattati con farmaci specifici e in concomitanza ad approcci psicoterapici. La scelta della terapia è collegata alla diagnosi del medico specialista che valuta la condizione clinica della persona e le problematiche, oltre alle preferenze del pazienze. E’ una prerogativa del medico approfondire la situazione e stabilire se i sintomi siano causati da un disturbo d’ansia oppure da un problema fisico.

Nel caso in cui si tratti di un disturbo d’ansia, allora la prima cosa da fare è capire il tipo di disturbo o la combinazione di disturbi, ed eventuali patologie concomitanti, come depressione o abuso di sostanze, in modo da intervenire in maniera adeguata all’origine, prima ancora di curare il disturbo d’ansia.

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La terapia farmacologica è in grado di tenere sotto controllo i sintomi mentre il paziente viene curato con la psicoterapia, ma non può essere considerata la risoluzione a tutti i problemi perché non cura definitivamente il problema, ma condurre una vita normale e soddisfacente.

Quelli più utilizzati per i disturbi d’ansia sono, antidepressivi, ansiolitici, betabloccanti per poter tenere sotto controllo alcuni dei sintomi fisici, quali palpitazione e tachicardia.

L’alimentazione è un ottimo modo per affrontare stati ansiosi, ad esempio chi soffre d’ansia dovrebbe di certo eliminare caffè, te e coca cola. Utili invece, l’assunzione di tisane, tinture madri o estratti di piante che abbiano un’azione sedativa sul sistema interessato dalla somatizzazione di tale disturbo. In caso si ansia che si manifesta a livello muscolare, sicuramente indicati sono camomilla e melissa perfetti contro tensione nervosa e irritabilità.

In caso di tachicardia, palpitazioni, ipertensione associati ad ansia altri ottimi rimedi sono: tiglio e biancospino, per la loro azione calmante che va ad agire sul sistema cardiocircolatorio, Perfetti anche contro insonnia, aritmie, nervosismo e mal di testa, dovuto proprio a stati ansiosi e allo stress.

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