Premetto che questo articolo è la continuazione dell’articolo: Colesterolo Dieta.

Dal programma dalla dieta, anche in caso di colesterolo alto, non sono escluse le fritture. Un errore comune è quello di pensare che i cibi fritti facciano male, soprattutto se il valore del colesterolo è superiore a quello registrato.

Ma, l’organismo stesso produce questa sostanza, la quantità di colesterolo introdotto con alimentazione non andrà ad interferire sommandosi a quella prodotta dall’organismo perché informazione che arriva all’organismo dall’assunzione di alimenti ricchi di colesterolo  è quella di non produrne, perché la quantità circolante è più che sufficiente.

Aumentando l’assunzione di  colesterolo esterno, diminuisce la produzione endogena.

Non bisogna eliminare i grassi, ma evitare di associare grassi animali a grassi vegetali.

Utilizzare alimenti che stimolino il metabolismo, la cui attivazione favorisce la rielaborazione delle frazioni lipidiche.

Una dieta per ridurre il colesterolo non può prescindere dal pesce, che attiva la tiroide grazie allo iodio, ed è ricco di omega 3 un potente antiossidante che combatte efficacemente il colesterolo.

Inoltre, bisogna utilizzare modalità di cottura che stimolino il fegato. Le capacità di fegato e di elaborare grassi è tale se la funzionalità del fegato stesso è stimolata. Questo tipo di stimolo dell”attività epatica è stimolato dagli alimenti fritti.

Infine,  in un tipo di dieta contro il colesterolo, bisogna preferire gli alimenti drenanti, per eliminare le scorie prodotte dal fegato attraverso i reni.

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arianna calvanese

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