L’aneurisma è un rigonfiamento della parete di un vaso sanguigno posto nel cuore o del cervello, in percentuale maggiore l’assottigliamento dell’arteria si verifica nelle biforcazioni delle arterie, dove i vasi sanguigni sono più deboli, anche se il problema si può presentare in altre zone. La parete del vaso diviene talmente sottile da rischiare la rottura, in questo caso vi sono elevate probabilità che si verifichi un’emorragia, cioè una perdita di sangue che nella maggior parte dei casi se non presa in tempo può avere gravissime conseguenze, persino la morte.

L’indebolimento può essere determinato da vari fattori, soprattutto in seguito a ipertensione o anche aterosclerosi, per l’indurimento delle arterie, ma non solo. L’aneurisma può essere dovuto a traumi alla testa, persino a una predisposizione genetica, una debolezza vascolare detta congenita quindi già presente dalla nascita. Altrettanto spesso collegata a malattie di tipo vascolari o la pressione troppo alta, in quanto il sangue tende a esercitare molta pressione sulle pareti. La stessa cosa succede per il fumo, in grado di danneggiare le pareti dei vasi; l’abusi di droghe e alcool.

Vi sono inoltre diverse altre cause considerate dei veri e propri fattori di rischio, che determinano l’indebolimento delle pareti vascolari, come la gravidanza o particolari infezioni del sangue e malattie congenite. L’età, soprattutto  dopo i 40 anni. Le donne sono molto più soggette, si pensa come conseguenze dell’abbassamento degli estrogeni dovuto alla menopausa, ormoni che hanno la funzione di mantenere elastiche le pareti dei vasi sanguigni.

Gli aneurismi una volta formati non è detto che si rompano, possono rimanere per diverso tempo senza dare alcun sintomo, sono per così dire latenti e vengono diagnosticati generalmente durante altri tipi di esami. In questi casi il pazienze viene sottoposto a una terapia particolare, oppure a seguito di un’attenta valutazione medica è eseguito l’intervento chirurgico che consiste nell’applicazione di alcune clip al fine di prevenire la futura rottura. La terapia chirurgica è indicata soprattutto nei giovani e su tutti i pazienti a basso rischio operatorio, in aneurismi non giganti.

Il trattamento endovascolare è consigliato per il paziente che presenta un elevato rischio operatorio anche per patologie concomitanti oppure nel caso in cui l’ aneurisma è localizzata in una zona difficoltosa da raggiungere.

La diagnosi di un aneurisma cerebrale è effettuata attraverso angiografia, che va ad analizza le condizioni delle arterie e delle vene; la TAC della testa, con o senza mezzo di contrasto, per verificare la presenza di altri aneurismi cerebrale o se è in corso un’emorragia. La risonanza magnetica(RM) e l’angio-risonanza magnetica (angio-RM) per capire le strutture dei vasi sanguigni. In caso di rottura può essere eseguita una puntura lombare, al fine di analizzare il liquido cerebrospinale.

L’aneurisma può essere presente senza manifestazioni particolare, ma vi sono i casi in cui essa porti a una serie di sintomi che non necessariamente ne precedono la rottura.

La sintomatologia comprende: disturbi visivi, dolore all’occhio, dilatazione della pupilla, debolezza o insensibilità su un lato della faccia, difficoltà a parlare, mal di testa, perdita dell’equilibrio, difficoltà nella concentrazione e problemi di memoria.

Il sintomo che caratterizza maggiormente l’aneurisma e l’elevata probabilità di rottura è  la forte cefalea associata a nausea, vomito, episodi epilettici, rigidità nucale, fotofobia, alterazione del livello di coscienza, emorragia intraoculare fino a morte improvvisa; l’esordio può avvenire con perdita di coscienza.

La rottura di un aneurisma cerebrale si associa a un dolore lancinante e intenso come se si fosse presa una botta fortissima alla testa, a cui si associa spesso convulsioni e perdita di coscienza.

IL dolore è dato dal sangue che invade le altre cellule danneggiandole,  una volta uscito dal vaso sanguigno a seguito dell’emorragia. In questo modo la pressione nel cranio aumenta considerevolmente con il rischio elevato che il flusso di ossigeno verso il cervello venga bruscamente interrotto causando perdita di coscienza e morte in brevissimo tempo.

L’aneurisma addominale invece si presenta con dolori alla schiena, addome, e alla regione lombare associati a un brutto calo di pressione dovuto all’emorragia in corso.

Una volta rotto e trattato chirurgicamente non è esente da future ulteriori rotture, anzi vi sono molte possibilità che si possano sviluppare altri aneurismi.

Prevenire aneurisma è possibile, prima di tutto bisogna condurre una vita sana ed equilibrata, eliminando fumo e alcool, ancora più importante è l’alimentazione

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